Entra in un pollaio e fa una 'scorpacciata' di mangime (rischiando il peggio), storia della capriola Luna: "Ecco perché non si dovrebbe dare da mangiare ai selvatici"
Una 'scorpacciata' di mangime per galline ha rischiato di uccidere la capriola Luna, presa in cura dal veterinario Massimo Nicolussi: "Fortunatamente, siamo riusciti a salvarla. Sebbene si sia trattato di un incidente, è bene ricordare che è importante non dare da mangiare ai selvatici. Né il pane ai germani o pesci nei laghetti né tantomeno avanzi a cervi, volpi o caprioli: ne va delle loro vite"

THIENE. La giovane capriola Luna sta guarendo da una brutta tossiemia da clostridi, 'guadagnata' dopo una scorpacciata di mangime per galline. Il fatto è successo la scorsa settimana, come riporta il veterinario Massimo Nicolussi: "Luna vive con una famiglia che la ama moltissimo e se ne prende cura con tutti gli accorgimenti necessari - anticipa a Il Dolomiti -. Era rimasta vittima di un incidente con una falciatrice e da allora la polizia provinciale l'ha assegnata a queste persone, poiché non era più possibile reintrodurla in natura: ha perso una zampa posteriore".
Dopo essere guarita, la giovane capriola ha ri-cominciato la propria vita con una famiglia che le ha creato uno spazio tutto per sé: "Sono persone che hanno anche altri animali e sono molto sensibili: stanno attente a tutto, cibo compreso", tanto che mai si sarebbero sognate di dare "pane o granaglie a Luna". Giovedì scorso, tuttavia, la giovane capriola è riuscita a compiere una piccola fuga, approdando in un vicino pollaio, dove ha fatto una scorpacciata di mangime per galline.
"Il risultato - fa sapere Nicolussi - è stata una tossiemia da clostridi. In parole povere, il cibo ingerito ha comportato l'alterazione della flora batterica dell'animale, con alcuni batteri in particolare che hanno preso il sopravvento, comportando il blocco del rumine". Un enorme rischio per un ruminante come il capriolo ed in particolare per Luna: "Quando succedono queste cose è difficile salvare l'animale - fa sapere l'esperto -. Fortunatamente, l'attenzione e sensibilità della proprietaria hanno consentito di portare la capriola in tempo in clinica".
"L'aveva vista 'strana' - ricorda Nicolussi -. I primi sintomi della tossiemia, infatti, sono neurologici. La dissenteria e gli altri sintomi 'intestinali' arrivano di solito quando è troppo tardi - prosegue il veterinario -. La proprietaria di Luna mi ha chiamato invece subito, poiché quella mattina la capriola non era uscita come suo solito dalla tettoia e non le era andata incontro".
Portata in ambulatorio, non è servito molto per capire che si trattava di tossiemia da clostridi: "Le ho fatto tempestivamente la fleboterapia e somministrato ruminativi ed antibiotico". A qualche giorno dal ricovero, Luna stava già meglio ed ora "è in fase di guarigione" (VIDEO DI SEGUITO).
Un grandissimo spavento conclusosi nel migliore dei modi: "Sebbene questo caso non abbia nulla a che vedere con la negligenza delle persone ma con un incidente, dimostra comunque quanto sia importante non dare da mangiare ai selvatici: né il pane ai germani o pesci nei laghetti né tantomeno avanzi a cervi, volpi o caprioli - ricorda il veterinario -. Ne va delle loro vite".
Una cattiva condotta che può instaurare tremendi circoli viziosi: "Lasciare cibo per le volpi, ad esempio, non soltanto è deleterio per loro ma può anche attrarre altri selvatici come i lupi, aumentando il rischio di predazioni di cani e bestiame. Insomma, per garantire una buona convivenza è necessario partire dalle piccole azioni", come l'evitare di abbandonare 'cibo facile' nei centri abitati.












