'Finto' genitore si presenta a scuola per prelevare un bambino e scatta l'allarme. Le forze dell'ordine: "Un grande malinteso"
Ha fatto gran rumore, destando non poca preoccupazione, la notizia di un 'finto' genitore che avrebbe tentato di prelevare da scuola uno studente da un istituto di Mel, nel Bellunese. Fatto che, riportano le autorità, non è mai accaduto: si è infatti trattato di un grosso malinteso. Ecco com'è andata

BELLUNO. Ha fatto gran rumore, destando non poca preoccupazione, la notizia di un 'finto' genitore che avrebbe tentato di prelevare da scuola uno studente da un istituto di Mel, nel Bellunese. Fatto che, riportano le autorità, non è mai accaduto.
Quanto realmente accaduto, spiegano i carabinieri dopo aver fatto i dovuti approfondimenti, "può ritenersi frutto di un equivoco". Nessun genitore (o addirittura 'finto' genitore) ha infatti tentato di portare a casa un figlio non suo: si è trattato invece di una omonimia tra due studenti, peraltro anche con un cognome molto simile, che ha generato l’equivoco non attribuibile a responsabilità di alcuno.
Tutte le persone coinvolte nella vicenda, sulla base della loro percezione degli eventi, hanno per l'appunto subito attivato le procedure e denunciato alle forze dell'ordine, consentendo così di avviare immediatamente le indagini che hanno permesso di ricostruire le esatte dinamiche del caso.
Qualche giorno fa, durante la ricreazione, un genitore si è presentato nella scuola di Mel per andare a prendere il figlio che frequenta le medie: gli insegnanti e il ragazzo sapevano dell'uscita anticipata. Il bidello, incaricato dal genitore di andare a chiamare lo studente, a causa della confusione e dell'omonimia con un altro bambino che frequenta invece le elementari nella stessa struttura, è andato a chiamare il bimbo anziché il ragazzino delle medie.
Entrambi gli alunni, peraltro, frequentano la stessa classe e sezione, solo che di due gradi d'istruzione differenti (per semplificare, utilizzando due nomi di classi di fantasia, uno frequenta la 1°A alle elementari e l'altro la 1°A alle medie ndr). Il che ha contribuito ad alimentare l'equivoco.
Mentre il collaboratore scolastico si è quindi (erroneamente) recato nella classe 1°A delle elementari, invitando il bimbo a scendere, l'omonimo della 1°A delle medie aveva già provveduto a uscire dall’aula, accompagnato dalla propria insegnante, venendo 'consegnato' al genitore. Quando il bidello, pochi istanti dopo, è tornato al suo posto, non trovando più il genitore e allarmato dal fatto che né il bimbo delle elementari sapesse di dover uscire né era autorizzato ad uscire (come confermavano i genitori interpellati telefonicamente ndr), è scattato l'allarme.
Dopo aver ascoltato molti testimoni, acquisito informazioni e seguito ogni possibile indizio, il 10 gennaio i carabinieri sono riusciti a ricostruire il fatto e a rintracciare il genitore del ragazzino delle medie, accertando compiutamente quanto accaduto. I riscontri su quanto occorso non lasciano dubbi sulla dinamica dell'evento: si è trattato di un grosso malinteso.


















