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Belluno
10 aprile | 08:58

Furbetti della "prima casa" per evadere le imposte, nei guai 43 persone: individuati dalla Finanza anche dall'esame dei consumi energetici  

Le attività investigative hanno permesso di accertare come l'“abitazione principale” (“prima casa”), dichiarata dai soggetti, non fosse adibita né a residenza, né a stabile dimora, ma - di fatto – ad una “seconda casa” per periodi di vacanza

Furbetti della "prima casa" per evadere le imposte, nei guai 43 persone

BELLUNO. Trasferiscono la residenza per beneficiare di agevolazioni ed esenzioni fiscali. A finire nei guai sono state 43 persone nel bellunese durante un controllo economico del territorio svolto dalla Guardia di Finanza e volto a contrastare possibili fenomeni di evasione fiscale nel settore turistico-immobiliare, la guardia di finanza di Auronzo di Cadore ha scoperto 43 soggetti che risultano aver fittiziamente trasferito la propria residenza beneficiando indebitamente di agevolazioni/esenzioni fiscali connesse all’abitazione principale.

 

Le attività investigative, infatti, hanno permesso di accertare come l'“abitazione principale” (“prima casa”), dichiarata dai soggetti, non fosse adibita né a residenza, né a stabile dimora, ma - di fatto – ad una “seconda casa” per periodi di vacanza.

 

Fondamentale, in tal senso, oltre all’esecuzione di sopralluoghi, riscontri sui dati delle dichiarazioni fiscali ed altre considerazioni tecnico-giuridiche supportate, peraltro, da un consolidato orientamento in materia della Corte Costituzionale, è risultato l’esame dei consumi energetici, piuttosto contenuti e, soprattutto, “stagionalizzati” solo in alcuni periodi dell’anno, del tutto incompatibili con la destinazione dell’immobile ad abitazione principale.

 

È stato quindi possibile operare dai proprietari il recupero a tassazione dell’Imu non versata sulla seconda casa, per un importo complessivo pari a circa 115 mila euro. I tributi locali costituiscono una parte delle entrate complessivamente attribuite agli enti territoriali per il finanziamento, tra l’altro, dei servizi erogati ai cittadini e delle forme di intervento, nell’ambito del perseguimento dell' “equità sociale”, a favore delle fasce di popolazione più deboli.

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