G7 a Trento, i medici senza indicazioni per entrare in città: "Gravissimo comportamento di Ferro, in occasione del concerto di Vasco subito informati e muniti di pass"
Il segretario Smi Trentino da tempo chiede indicazioni per i medici di medicina generale che necessitano di entrare in città per raggiungere ambulatori e pazienti. “A questo punto non ci resta che inviare tutti i cittadini al pronto soccorso del S.Chiara e dichiararci estranei a qualsiasi colpa imputata ai medici di medicina generale per interruzione di pubblico servizio creato non da noi, ma da chi ci ritiene corpi estranei di questa società"

TRENTO. “Riteniamo gravissimo il comportamento tenuto dal direttore generale di Apss, Antonio Ferro, che, a tutt'oggi, giovedì 14 marzo 2023, non ci ha fornito ancora le direttive in occasione del G7 per poter entrare, come medici di medicina generale convenzionati con Apss, a Trento con percorsi specifici e autorizzati con pass in auto o con altri mezzi”. A denunciarlo è Nicola Paoli Segretario Smi Trentino che lamenta il fatto che a poche ora dall'inizio del G7 in città e con l'introduzione di chiusure e divieti di transito e di sosta, ai medici non sia stata comunicata alcuna direttiva.
“Non abbiamo ricevuto in tutto questo tempo nessuna informativa specifica – spiega Paoli - tranne quella del direttore sanitario su nostra continua richiesta di aiuto, di esibire la carta d'identità. Per il concerto di Vasco Rossi ci era stata invece dato, a Trento sud, un pass speciale perché ai blocchi la carta d'identità non faceva testo. Neppure il Commissariato del Governo ci ha fornito esplicitazioni di alcun genere, come dichiarato dal sindaco Ianeselli che pure si era premunito di avvisarlo delle nostre richieste”.
Nessuno, spiegano i medici, è a conoscenza delle necessità non solo di raggiungere in auto, provenienti dalle periferie, il centro storico, dove molti hanno gli ambulatori aperti sia oggi che domani, ma anche quella di raggiungere i cittadini nelle loro abitazioni. Con i gravi disagi che ne deriveranno a professionisti abituati a muoversi velocemente e prontamente per non lasciare morire le persone in pericolo di vita.
“A partire da via Belenzani – continua il segretario di Smi - qualora i cittadini ammalati necessitino, a domicilio, di certificati Inps per malattia (ricordiamo che vanno emessi entro 48 ore e il G7 termina oltre a quelle 48 ore), per assistenza domiciliare integrata , per pazienti non autosufficienti o soli, per anziani non deambulabili autonomamente, e per urgenze non differibili”.
Nel caso dei certificati di malattia, spiega Paoli “potremmo avere una situazione che prefigura situazioni delicate sia per noi che per i lavoratori che non inviassero immediatamente al datore di lavoro il numero di protocollo che noi non possiamo dare al telefono”.
Sarebbe stato sufficiente, viene spiegato in una nota, dichiarare giorno festivo per i medici di medicina generale questo avvenimento e intervenire con i prontosoccorsiste del S.Chiara o le guardie mediche (cinque) di Piazzale Orsi, piuttosto che bloccare 70 medici di base che lavorano con 120.000 cittadini di Trento, mettendoli in una situazione di disagio assoluto.
“A questo punto non ci resta che inviare tutti i cittadini al Pronto soccorso del S.Chiara e dichiararci estranei a qualsiasi colpa imputata ai medici di medicina generale per interruzione di pubblico servizio creato non da noi, ma da chi ci ritiene corpi estranei di questa società. Con le conseguenti vertenze sindacali che seguiranno, da imputarsi unicamente ai silenzi di APSS sull'argomento specifico”.













