"I sistemi informatici non si parlano e i pazienti pagano visite che sarebbero gratuite", l'allarme dei sindacati: "L'azienda sanitaria trovi una soluzione"
Numerose le segnalazioni arrivate al sindacato, alcune prestazioni sono gratuite se prescritte dal medico specialista ma non lo sono se la stessa prescrizione è fatta dal medico di medicina generale. La Cgil: "Il disguido continua a persistere e crediamo sia opportuno che si risolva il prima possibile, anche perché questo disservizio pesa soprattutto sui cittadini più fragili”

TRENTO. I sistemi informatici non si "parlano" e i pazienti sarebbero costretti a pagare ticket non dovuti per alcune visite specialistiche che invece sarebbero soggette all'esenzione.
A lanciare la segnalazione del fatto, che riguarda la provincia di Trento, è la Cgil sulla base di diverse segnalazioni arrivate allo Spi, il sindacato delle pensionate e dei pensionati.
"Ottenere una visita specialistica dal sistema sanitario pubblico è sempre più spesso una corsa ad ostacoli - si legge nella nota - e ora però, ad una situazione critica e già nota si aggiunge un ulteriore aggravante: il pagamento non dovuto, per i soggetti esenti dal ticket".
Ma cosa succede nello specifico? In buona sostanza, spiega il sindacato, ci si è resi conto che alcune prestazioni sono esenti e quindi gratuite se prescritte dal medico specialista, non lo sono invece se la medesima prescrizione è fatta dal medico di medicina generale.
"Con molta probabilità si tratta di un problema di mancato allineamento tra i due diversi sistemi informatici - prosegue la nota - e da quanto ci risulta l'Azienda sanitaria è già a conoscenza di questa criticità, ma il disguido continua a persistere ed è per questo che crediamo sia opportuno che si ponga rimedio il prima possibile. Anche perché questo disservizio pesa soprattutto sui cittadini più fragili”.
Ma come fare per verificare se la prestazione è coperta o meno da esenzione? Bisogna controllare sul sito dell’Azienda sanitaria.
“Non tutti gli anziani, però, sono in grado di farlo, anche perché le informazioni non si trovano in modo semplice - conclude la Cgil - e ne consegue che in questo momento ci sono cittadini che stanno pagando per visite e analisi che a loro spettano gratuitamente. Verificare il problema e trovare una soluzione è urgente e necessario. Anche questa è garanzia di accesso alle cure”.













