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Trento
15 gennaio | 16:19

"Guasto informatico blocca i prelievi in ospedale, punta dell'iceberg di un problema più ampio? Intanto anziani e fragili abbandonati a sé stessi"

La rabbia e l'indignazione di Claudia Loro e Gianna Colle (Spi Cgil del Trentino): "Il blocco dei sistemi informatici che ha fermato i prelievi e rallentato le attività ospedaliere non è stato solo un problema tecnico. È stato, soprattutto, un colpo durissimo per gli anziani e per chi ogni giorno se ne prende cura"

Guasto informatico blocca i prelievi in ospedale, punta dell'iceberg di un problema più ampio?
di Redazione

TRENTO. "Ancora una volta, dietro la fredda espressione 'guasto informatico', si nasconde una realtà molto più grave: persone fragili lasciate senza risposte. Il blocco dei sistemi informatici che ha fermato i prelievi e rallentato le attività ospedaliere non è stato solo un problema tecnico. È stato, soprattutto, un colpo durissimo per gli anziani e per chi ogni giorno se ne prende cura".

 

Ad affermarlo, senza nascondere rabbia e indignazione, è lo Spi Cgil del Trentino con la segretaria generale Claudia Loro e Gianna Colle, che segue il settore. L'intervento arriva a seguito dei pesanti disservizi comunicati dall'Asuit che hanno di fatto completamente bloccato il sistema dei prelievi di sangue negli ospedali trentini

 

“Non vorremmo - riprendono le sindacaliste - che questo episodio fosse la punta di un iceberg. In ogni caso non è comprensibile come non si sia attivato un piano B a tutela dell’utenza più fragile, malati, anziani. Anche per questo, ma soprattutto per fare il punto sul programma di attività sanitarie territoriali lo Spi aveva chiesto nei giorni scorsi un incontro con i Distretti sanitari. Incontro che è stato prima concesso e poi, incomprensibilmente, cancellato". 

 

Per quanto riguarda il guasto informatico lo Spi sottolinea come sia "incomprensibile che in un sistema sanitario che si proclama moderno e digitalizzato, basti il blocco di un software per paralizzare tutto. Nessun piano di emergenza realmente efficace, nessuna corsia preferenziale per i pazienti fragili, nessuna comunicazione chiara e tempestiva. Gli anziani, spesso poco avvezzi a email e portali online, sono stati i primi a restare esclusi. Soprattutto chi non ha un caregiver digitale al fianco”.

 

Dunque per lo Spi il tema è chiaro: "Un guasto può accadere, ma l’assenza di soluzioni alternative è una responsabilità politica e organizzativa, non tecnica. Perché se basta un blackout informatico per interrompere cure essenziali, allora il problema non è il computer. È il modello".

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