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Trento
17 dicembre | 15:37

Sanità trentina, macchinari vecchi e pezzi di ricambio introvabili. A Villa Rosa stop a radiologia, pazienti dirottati: "Come è possibile arrivare a queste situazioni?"

 “Come è possibile arrivare a decisioni così drastiche senza aver programmato per tempo la manutenzione ordinaria o la sostituzione dei macchinari, prevenendo così l’interruzione di un servizio fondamentale per cittadini e degenti?” si chiede Giuseppe Varagone, segretario generale della Uil Fpl Sanità del Trentino

Sanità trentina, macchinari vecchi e pezzi di ricambio introvabili

TRENTO. Apparecchiatura Rx bloccata a causa di un guasto ma talmente obsoleta da non riuscire a trovare i pezzi di ricambio. E allora cosa succede? Stop al servizio, personale inviato in altre strutture e pazienti costretti a rivolgersi altrove. 

 

Succede in Trentino e più precisamente all'ospedale Villa Rosa di Pergine. “L’Azienda provinciale per i servizi sanitari si è attivata immediatamente al momento del blocco della macchina, a fine settimana scorsa, coinvolgendo sia la ditta produttrice sia i responsabili della manutenzione per recuperare quanto prima il pezzo di ricambio necessario alla riparazione. Al momento il componente non è ancora stato reperito, anche in considerazione del fatto che l’apparecchiatura è datata” è stato spiegato dall'Apss.

 

A farne le spese, ovviamente sono i cittadini anche in questo caso. Una situazione grave, che solleva interrogativi inevitabili: “Come è possibile arrivare a decisioni così drastiche senza aver programmato per tempo la manutenzione ordinaria o la sostituzione dei macchinari, prevenendo così l’interruzione di un servizio fondamentale per cittadini e degenti?” si chiede Giuseppe Varagone, Segretario Generale della Uil Fpl Sanità del Trentino.

 

Non è la prima volta, purtroppo, che la Sanità trentina si trova ad affrontare situazioni del genere. Alla fine del 2024, inoltre, la questione era stata trattata in un'analisi di "Dataroom" a firma di Milena Gabanelli e Simona Ravizza sul Corriere della Sera dove era stata riportata  una situazione allarmante delle cosiddette "grandi apparecchiature" sanitarie in Italia (QUI L'ARTICOLO). In pratica mammografi, risonanze magnetiche, Tac e così via: macchinari cruciali per la diagnostica che, stando ai numeri, sembrano sempre più vecchi e inadeguati. 

 

Il Trentino, purtroppo, non costituiva un'eccezione, basta pensare che l'assessore Mario Tonina, nel rispondere ad una interrogazione, facendo riferimento a dati aggiornati a novembre 2024, metteva nero su bianco anche la presenza di macchinari con ben 20 anni di servizio (QUI L'ARTICOLO). Nel corso del 2025 non sono mancati i problemi e oggi ci si trova con un servizio fermo. 

 

In merito a quello che sta succedere a Villa Rosa, l'Apss ha spiegato che qualora il pezzo risultasse definitivamente non disponibile, l’Azienda provvederà ad accelerare la sostituzione della tecnologia, che andrà inevitabilmente programmata.

 

Nel frattempo si è stati costretti ad una riorganizzazione dei percorsi assistenziali. Se da un lato il personale attualmente in forza alla Radiologia di Pergine Valsugana verrà temporaneamente trasferito in altre sedi, dall'altro i pazienti ricoverati a Villa Rosa vengono portati all’ospedale Santa Chiara di Trento per l’esecuzione degli esami radiologici. Le prestazioni programmate per pazienti esterni vengono eseguite prevalentemente negli ospedali di Borgo Valsugana, che ha dato la propria disponibilità a supporto della radiologia di Villa Rosa, e all’ospedale di Trento o, se necessario,  in altri ospedali limitrofi alla residenza dell’utente, così da ridurre spostamenti e disagi.

 

La Uil Fpl ha espresso forte preoccupazione per il futuro del servizio. “L’esperienza insegna che – spiega il segretario Varagone - una volta chiusa una struttura o un reparto, la riapertura diventa estremamente difficile. Il rischio concreto è che la popolazione che faceva riferimento al presidio di Pergine Valsugana sia costretta in modo permanente a rivolgersi ad altre sedi, oppure, in alternativa, a strutture sanitarie private, con un aggravio economico significativo legato al pagamento di ticket e prestazioni a carico dei cittadini. Riteniamo inaccettabile che i cittadini trentini debbano subire un’ulteriore riduzione dei servizi sanitari pubblici”.

 

L'invito da parte del sindacato al governatore Fugatti e all'assessore alla Salute Mario Tonina è quello di intervenire con urgenza, “fornendo rassicurazioni concrete sul futuro della Radiologia di Pergine Valsugana e sulle tempistiche di ripristino del servizio”.

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