Guerra in Ucraina: Trento nella rete Unbroken, promossa da Leopoli per la costruzione di un centro unico di riabilitazione
Sabato pomeriggio, al termine della cerimonia di inaugurazione di Trento Capitale europea del volontariato, l'incontro bilaterale tra il sindaco Franco Ianeselli e l'omologo ucraino Andriy Sadovyi con la firma del memorandum

TRENTO. A distanza di quasi due anni dall'inizio della guerra in Ucraina, Leopoli è oggi “rifugio e luogo di riabilitazione per feriti”. Con queste parole, il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha introdotto le motivazioni che lo hanno portato ad aderire alla rete delle città Unbroken, un progetto promosso proprio dalla città di Leopoli con il sostegno del Ministero della Sanità ucraino e la collaborazione dell'associazione di primo soccorso al fine di supportare la costruzione di un centro unico di riabilitazione, che comprenda sia le strutture per la riabilitazione fisica che un centro per la salute mentale di quanti sono sopravvissuti ai bombardamenti della guerra.
Una decisione presa al termine delle cerimonia inaugurale di “Trento Capitale europea del volontariato”, lo scorso sabato 3 febbraio a Palazzo Geremia, con la firma del memorandum da parte del sindaco Ianeselli e del primo cittadino di Leopoli, Andriy Sadovyi.
“Sono molte le persone che dallo scoppio della guerra necessitano di una riabilitazione fisica e psicologica”, ha spiegato Sadovyi. “Migliaia di cittadini ucraini che necessitano di protesi (realizzate in titanio con stampanti 3d); le madri, mogli e i figli che hanno visto partire al fronte un membro della propria famiglia, e ancora persone che hanno subìto torture e non riescono più nemmeno a parlare. I danni lasciati su di loro dal conflitto sono innumerevoli. A Leopoli stiamo cercando di realizzare due grandi obiettivi: ricostruire centri di assistenza e offrire la massima qualità. Pensare alle cose buone che ci aspettano nel futuro è infatti il solo modo per affrontare il presente”.
A fianco a Leopoli, anche Manchester e Liverpool nel Regno Unito, Aarhus in Danimarca e Würzburg in Germania, tutte città che hanno subìto le conseguenze dei bombardamenti bellici e che credono nel potere della solidarietà globale, impegnandosi nel rispetto e nella protezione dei diritti umani e civili.
“Sono molto contento di questa opportunità che arriva dalla candidatura per il titolo di Capitale – ha affermato il sindaco Ianeselli – una candidatura che per noi è da sempre stata stimolo per dare vita a una collaborazione con Leopoli. Anche la nostra città ha subito dei bombardamenti, vogliamo restare vicini ai luoghi che come noi desiderano rimanere unbroken”.
I due sindaci hanno poi incontrato Antonella Valmorbida e Maurizio Camin, rispettivamente segretaria generale e membro del consiglio direttivo di Alda, Associazione europea per la democrazia locale costituita a Strasburgo trent’anni fa con l’idea di rafforzare la democrazia partecipativa, impegnata ad accompagnare la ricostruzione ucraina attraverso le sue tre agenzie distribuite a Mariupol, Dnipro e Odessa.
“Per ricostruire – ha affermato il sindaco Ianeselli – è importante sostenere la democrazia partecipata che nasce dal basso con il supporto delle reti di cooperazione; per noi essere Capitale del volontariato significa proprio questo”.


















