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Trento
03 ottobre | 15:32

Idrocarburi nel cortile delle scuole elementari, il Comune rassicura: "Garantita la massima sicurezza a bambini e personale"

Il Comune di Trento rassicura circa la contaminazione del suolo alla scuola primaria Schmid: "Sono state condotte le opportune indagini e sono state adottate tutte le necessarie contromisure"

Idrocarburi nel cortile delle scuole elementari, il Comune rassicura: "Garantita la massima sicurezza a bambini e personale"
di Redazione

TRENTO. "L’Amministrazione comunale non ha mai sottovalutato la contaminazione nell’area scolastica e, in accordo con le autorità ambientali e sanitarie, ha provveduto nei tempi più rapidi possibili sia a fare le opportune indagini, sia ad adottare le necessarie contromisure per garantire la massima sicurezza agli alunni e al personale".

 

Si apre così il comunicato ufficiale emesso dal Comune di Trento in merito ai dubbi espressi da genitori e associazioni sulla contaminazione del suolo alla scuola primaria Aldo Schmid, nel quartiere Cristo Re di Trento. Nota stampa che riportiamo integralmente. 

 

"Anche le famiglie dei bambini che frequentano la scuola sono state informate tempestivamente della situazione durante una riunione lo scorso 9 settembre.

 

Le indagini ambientali sono state eseguite in due diverse giornate nel corso dell’estate: il 9 luglio, con prelievo di tre campioni di top soil (strato fra 0-30 centimetri), per avere una prima panoramica delle condizioni del giardino nella sua interezza, e successivamente il 22 agosto, quando è stata eseguita un’analisi più estesa con il prelievo di 14 campioni.

 

I dati sulla doppia indagine ambientale condotta nel giardino delle Schmid, raccolti e illustrati all’interno di una specifica relazione, sono stati trasmessi integralmente alla scuola il 20 settembre scorso.

 

Già dall’inizio dell’anno scolastico, in accordo con Appa e con l’Azienda sanitaria, le zone contaminate del giardino sono state o recintate oppure isolate con uno strato di rivestimento.

 

Riguardo all’origine della contaminazione, la relazione è molto chiara: “Vista l’epoca di realizzazione degli edifici e delle strutture, così come del quartiere nel suo complesso, è verosimile che l’origine delle contaminazioni sia comune, e sia dovuta all’impiego, in un’epoca collocabile verso la metà del 900, di materiali di riporto per rialzare l’intera zona rispetto al piano di campagna originario”.

 

Nella relazione si precisa pure che sono stati ricercati anche gli idrocarburi policiclici aromatici che più tipicamente caratterizzano le contaminazioni legate al Sin di Trento Nord: “Nessuna di queste sostanze è stata rilevata sul top soil con concentrazioni superiori ai valori limite”. Alla luce di queste considerazioni non si comprende la ragione per cui qualcuno oggi individui nell’inquinamento della Carbochimica l’origine della contaminazione riscontrata nel giardino della scuola.

 

Ancora, si legge nella relazione, “i superamenti riscontrati sul sito in esame sono analoghi a quelli individuati sul sito del Campo Coni e sulla vicina area della Scuola dell’Infanzia e dell’Asilo Nido Piccolo Principe. L’area del Campo Coni è stata oggetto di analisi di rischio che ha mostrato l’assenza di rischi non accettabili”.

 

La relazione conclude precisando che si tratta di una “contaminazione storica e non suggestiva di particolari evoluzioni” e che “tutte le sostanze finora rinvenute non comportano volatilizzazione indoor e outdoor” ma presentano rischi solo in caso di “ingestione e contatto dermico”.

 

Sono in previsione nel corso dell’autunno il piano della caratterizzazione e, a seguire, l’analisi di rischio sanitario ambientale sito specifica necessaria per poi procedere alla bonifica del terreno".

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