"Il tetto è tutto bruciato e anche i due cameroni. Siamo distrutti: per noi il Monte Zugna è un pezzo di cuore". Parla il gestore del rifugio distrutto dalle fiamme (LE FOTO)
"Ha preso fuoco la canna fumaria - racconta Simoncelli, che aveva preso la gestione del rifugio a fine luglio e aperto il 7 settembre - e da lì le fiamme si sono propagate, bruciando la copertura in lamiera, la lana di roccia che funge da isolante e le travi. In quel momento all'interno della struttura c'eravamo io e mio papà che stavamo lavorando. Cosa faremo? Non lo so, in questo momento siamo a pezzi. Parlerò con il comune, ma i danni sono ingenti"

ROVERETO. La voce si strozza in gola e scendono le lacrime. "Scusate, ma è proprio dura" racconta con un filo di voce Thomas Simoncelli, il gestore del rifugio Monte Zugna, parzialmente distrutto da un incendio che è divampato nel tardo pomeriggio di giovedì 14 novembre (QUI ARTICOLO).

I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per domare le fiamme e sono tutt'ora impegnati per la messa in sicurezza del tetto, andato completamente bruciato, con la rimozione dei pezzi ormai carbonizzati (QUI ARTICOLO)
"Ha preso fuoco la canna fumaria - racconta Simoncelli, che aveva preso la gestione del rifugio a fine luglio e aperto il 7 settembre - e da lì le fiamme si sono propagate, bruciando la copertura in lamiera, la lana di roccia che funge da isolante e le travi. In quel momento all'interno della struttura c'eravamo io e mio papà che stavamo lavorando. Abbiamo visto il fumo e siamo intervenuti subito, prima con gli estintori e poi con una manichetta. Nel frattempo avevamo ovviamente allertato i vigili del fuoco, che sono arrivati in forze e si sono prodigati a spegnere l'incendio, lavorando tutta la notte. Anche adesso sono qui e stanno rimuovendo i pezzi di copertura bruciati e pericolanti. Il tetto è tutto "andato", non siamo ancora entrati, ma credo che anche i due "cameroni" siano distrutti. Un disastro, veramente. L'isolamento sta ancora fumando e i pompieri stanno provvedendo a mettere in sicurezza la struttura".

Thomas riprende fiato e fa un sospirone, prima di proseguire nel racconto: per lui il "Monte Zugna" non è solamente un attività da gestire, ma un vero e proprio "pezzo di cuore", come aveva raccontato a luglio a Il Dolomiti (QUI ARTICOLO). E le cose stavano andando non bene, ma benissimo.
"Stavamo lavorando alla grande - spiega - e adesso, con l'avvicinarsi del periodo natalizio, avevamo in programma anche tantissime cene aziendali e per Capodanno c'era già il "sold out" da tempo. Non era prevista alcuna chiusura "straordinaria", proprio perché si lavorava molto. Siamo assicurati, il Comune di Rovereto, che ci ha sempre supportato dall'inizio dell'avventura, ci ha assicurato il massimo appoggio, però così' è comunque molto dura. Mio papà ha 76 anni ed è a pezzi, come lo sono io. Non so cosa faremo, in questo momento è difficile pensare con lucidità al futuro. Adesso parlerò con l'ufficio tecnico del comune: i vigili del fuoco ci hanno detto che tutto è partito dalla canna fumaria e da parte nostra non vi è alcuna responsabilità, ma il risultato è che la struttura è inagibile e il danno non è di poco conto".

L'apertura dello scorso 7 settembre era stata un successo, la ri apertura potrebbe esserlo ancora di più.
"In tanti, tantissimi - conclude Thomas - mi hanno scritto e telefonato. Ho ricevuto un numero incredibile di attestati di solidarietà e l'invito a non mollare. Però adesso è veramente difficile parlare e pensare al futuro. Bisognerà quantificare i danni, ragionare con il comune, che è proprietario della struttura, analizzare i tempi. Per me questo rifugio è un pezzo di cuore e un pezzo di vita e vederlo ridotto così fa tanto male".












