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Trento
24 marzo | 05:01

In 3 anni ha ucciso 200mila americani: “Ora l'allarme Fentanyl è qui. Circola a Verona e la droga si muove veloce". L'appello: "Dobbiamo tenere gli occhi ben aperti"

A parlare è Paola Meina, direttrice terapeutica dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti: “Siamo in allarme per quanto riguarda l'utilizzo di questa sostanza, i nostri ragazzi ci hanno confermato che il Fentanyl è 'arrivato' a Verona, ed il consumo di droga si muove velocemente”

TRENTO. Negli Stati Uniti, l'insieme di numeri e dati che descrivono gli effetti della sempre più massiccia diffusione del Fentanyl, un potentissimo oppiaceo sintetico, restituisce un quadro spaventoso: in appena tre anni sono imputabili al farmaco oltre 200mila morti negli States. Quasi 74mila decessi, dice il New York Times, sono stati registrati nel solo 2022: in dodici mesi, il Fentanyl ha causato più morti tra gli americani delle guerre in Vietnam, Iraq e Afghanistan (insieme), diventando una delle maggiori cause di decesso nel Paese. E proprio per questo (come testimoniato anche dall'implementazione, negli scorsi giorni, di un Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici presentato dal Governo italiano), in Europa i primi segnali relativi all'arrivo del farmaco nel mercato nero non vengono presi alla leggera. E nonostante il grande lavoro portato avanti a livello di prevenzione dalle autorità, tra gli addetti ai lavori quei segnali, dice a il Dolomiti la direttrice terapeutica dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti Paola Meina, già appaiono chiaramente.

 

“Il Fentanyl circola a Verona – spiega l'esperta – i nostri ragazzi ce lo confermano e si dicono molto preoccupati per le potenziali conseguenze. E se la sostanza è 'arrivata' nel Veronese possiamo aspettarci che finisca per interessare a breve anche il nostro contesto: le droghe viaggiano in fretta”. Ma facendo un passo indietro, di cosa si parla quando ci si riferisce al Fentanyl? In rete si trovano spesso riferimenti alla cosiddetta “droga degli zombie”, in grado di trasformare chi la assume in “morti che camminano”. E secondo la stessa Meina si tratta in poche parole di una sostanza devastante, molto più pericolosa di tutte le altre”. Come spiega la Direzione centrale per i servizi antidroga: “Il Fentanyl è un analgesico con una potenza di almeno 80 volte superiore a quello della morfina” e provoca in chi la assume uno stato di stordimento ed euforia (quest'ultima, comunque, meno marcata rispetto a quella causato da eroina e morfina). Viene assunto normalmente tramite iniezione endovenosa, pastiglie o addirittura cerotti (mente la polvere può essere fumata o sniffata): negli esseri umani appena 2 milligrammi di Fentanyl sono sufficienti a causare la morte di una persona.

 

Per quanto riguarda il Trentino, rassicura la direttrice dell'Unità operativa per le dipendenza dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari Ermelinda Levari, è da 6 anni che non si rivelano tracce sul nostro territorio: solo nel 2018, su un totale di 300 campioni analizzati dal laboratorio tossicologico dell'Apss, erano emerse tre positività al Fentanyl. “Noi lavoriamo principalmente in forma di prevenzione – spiega – sensibilizzando la popolazione. Sicuramente si tratta di una sostanza molto pericolosa ed il rischio maggiore lo abbiamo nei casi di poliabuso di sostanze (raramente i nostri utenti utilizzano una sola sostanza), per i quali la popolazione maggiormente a rischio è quella giovanile. Nel 2023 abbiamo ripetuto la ricerca insieme ai tecnici del laboratorio tossicologico e siamo in attesa dell'elaborazione dei dati. Quel che possiamo dire è che è importante tenere gli occhi ben aperti, anche se al momento, parlando con i nostri utenti, non riscontriamo sul nostro territorio la diffusione della sostanza che, ricordiamo, porta facilmente al rischio overdose. Negli Stati Uniti le vittime sono tantissime e sappiamo che, in contesti come questi, l'Italia tende ad arrivare con qualche anno di ritardo”.

 

Trattandosi di un farmaco, da parte del Ministero della Salute è arrivato nelle scorse settimane un appello (è stata trasmessa un'allerta di grado 3) a farmacie e depositi per vigilare con attenzione su eventuali furti di prodotti contenenti Fentanyl o suoi derivati. D'altra parte agli operatori sanitari è stato chiesto di alzare la soglia d'attenzione per ogni possibile sintomo riconducibile all'uso della sostanza. Il Fentanyl può però esser anche sintetizzato illegalmente (anche se il processo è tutt'altro che semplice), inondando il mercato nero per la facilità di trasporto (vista la potenza le dosi vendute sono molto piccole) e per il costo relativamente basso. E come spiegato alla Rai negli scorsi giorni dal criminologo Vincenzo Musacchio, tra i più accreditati studiosi delle nuove mafie transnazionali, l'interesse è forte anche da parte della criminalità organizzata: “Da un chilogrammo di polvere di Fentanyl al costo di 10mila euro è possibile produrre un milione di mini-pasticche, che vendute a 20 euro l'una fruttano sul mercato 20 milioni di euro”.

 

Come anticipato, nonostante la circolazione in Italia rimanga molto inferiore a quella di altre sostanze, i primi segnali nel mercato nero giù si vedono: negli scorsi giorni l'abuso della sostanza era stato segnalato a Trieste, mentre nel novembre dello scorso anno la Guardia di Finanza di Piacenza era entrata in azione, in collaborazione con la Dea statunitense, facendo emergere un traffico di droghe sintetiche sulla rotta Cina-Usa con transito dall'Italia. Nel corso dell'operazione (denominata 'Painkiller') le autorità avevano sequestrato circa 100mila dosi di sostanze (tra cui anche il Fentanyl) confezionate per singole consumazioni e trafficate attraverso il darkweb e l'utilizzo di criptovalute non rintracciabili. “L'allarme è anche qui per quanto riguarda l'utilizzo di questa sostanza – conclude la presidente dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti – vediamo quante vittime sta mietendo negli Stati Uniti e siamo quindi estremamente preoccupati. Dobbiamo tenere gli occhi aperti”.

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