Inchiesta Benko, la sindaca di Riva respinge ogni accusa e non si dimette: "Chiarirò tutto"
Le prime dichiarazioni della sindaca Cristina Santi che, attraverso i propri avvocati, “Nega alcun tipo di conoscenza o contatto con la quasi totalità degli altri soggetti coinvolti in questa vicenda”

RIVA DEL GARDA. La sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi, attraverso i propri avvocati Nicola Zilio e Ilaria Torboli, “respinge ogni accusa” e sta "già raccogliendo documenti a chiarimento dei fatti".
Questa la prima reazione dell'esponente della Lega Salvini finita nelle scorse ore agli arresti domiciliari a seguito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Trento e che ha riguardato il gruppo affaristico guidato dall'imprenditore Renè Benko che sarebbe stato in grado di influenzare e controllare le principali iniziative della pubblica amministrazione soprattutto nel settore della speculazione edilizia in Trentino-Alto Adige.
A Riva l'interesse del sodalizio avrebbe riguardato la riqualificazione dell'area ex Cattoi e la confinante area dell'Hotel Lido Palace, acquisiti da società che facevano parte del sodalizio guidato da Benko. La giunta dell'ex sindaco Mosaner in passato aveva previsto delle aree di “verde pubblico” ma questa decisione confliggeva con gli intenti speculativi del gruppo Benko che intendevano effettuare edilizia commerciali e residenziale, con tanto di parcheggio multilivello limitando al minimo il verde.
Da qui le pressioni che ci sarebbero state del gruppo sui politici, l'appoggio alla Santi durante le scorse elezioni comunali e la presunta riconoscenza dell'amministrazione che sarebbe stata poi tradotta in atti concreti.
Fatti contestati alla sindaca che, spiega sempre attraverso i propri avvocati, “sono risalenti ad anni fa e sono relativi ad un solo dei cinquanta capi di imputazione di questa indagine”.
In questo momento, viene precisato, la sindaca “non è sospesa dalle funzioni e quindi è e rimane la sindaca di Riva. Non ha nessun motivo di dimettersi”. Cristina Santi, infine, “Nega alcun tipo di conoscenza o contatto con la quasi totalità degli altri soggetti coinvolti in questa vicenda”.












