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| 09 dic 2024 | 11:32

Inchiesta Benko, Signoretti si avvale della facoltà di non rispondere. Il legale di Barzon: ''Un professionista non uomo di fiducia di Hager. I processi si fanno nei tribunali''

Continuano gli interrogatori di garanzia. Dopo la sindaca Santi che ha ottenuto la revoca dei domiciliari oggi sono entrati in aula il giornalista Barzon, l'architetto Signoretti e poi toccherà all'ex senatore Fravezzi

Inchiesta Benko, Signoretti si avvale della facoltà di non rispondere

TRENTO. Barzon, Signoretti e Fravezzi. Questo l'ordine di oggi per quanto riguarda i primi interrogatori di garanzia per coloro che sono finiti agli arresti domiciliari nell'inchiesta Benko che sta sconvolgendo il sistema regionale tra privati, appalti e figure pubbliche (con coinvolti anche sindaci come quella di Riva Cristina Santi, di Arco Alessandro Betta e di Dro Claudio Mimiola). Questa mattina il primo ad entrare nell'aula del tribunale è stato il giornalista Lorenzo Barzon con il suo legale Beniamino Migliucci. 

 

Una vicenda che sta sconvolgendo il sistema politico e imprenditoriale locale con 77 persone indagate e 9 finite gli arresti domiciliari. Per l'accusa si sarebbe costituita una vera e propria associazione a delinquere (qui ricostruzione della vicenda) con al vertice della piramide il magnate austriaco, ormai da tempo al centro di inchieste e crac finanziari in molti paesi, sotto di lui la coppia formata dall'altoatesino Heinz Peter Hager e dall'arcense Paolo Signoretti e ancora dello stesso capo di accusa devono rispondere la sindaca di Riva del Garda Cristina Santigli altoatesini, architetti Andrea Saccani e Fabio Rossa, dello studio “Area 17”, l'ex senatore e sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, la direttrice dell’ufficio “Gestione del territorio” del Comune di Bolzano, Daniela Eisenstecken, e il giornalista pubblicista Lorenzo Barzon (qui gli indagati e gli arrestati 'eccellenti'). 

 

Per la procura Barzon sarebbe stato ''partecipe dell'organizzazione e uomo di fiducia di Hager del quale eseguiva pedissequamente gli ordini e al quale forniva consigli sulle manovre da adottare per perseguire i loro illeciti propositi inserito nel contesto istituzionale altoatesino, divenendo consigliere personale del sindaco di Bolzano, ha messo stabilmente a disposizione del sodalizio il proprio contributo, riuscendo a raccogliere una gran mole di informazioni interne alla pubblica amministrazione, condizionandone, in alcune circostanze, le scelte così da favorire gli interessi dell'associazione a delinquere''.

 

A Barzon viene anche imputata la messa a disposizione della sua casa per gli incontri della ''consorteria''. ''Diciamo subito che il signor Barzon ha chiarito che non è uomo di fiducia del signor Hager ma è un professionista che lavora a contratti e fa regolari fatture, uomo di fiducia è altra cosa'', ha detto l'avvocato dell'indagato. Poi la spiegazione di quanto avvenuto durante l'udienza di convalida. ''Il signor Barzon ha chiarito le sue posizioni e confidiamo le abbia chiarite molto bene. Riteniamo che le ipotesi di reato che vengono contestate siano totalmente insussistenti e comunque non c'è nessuna ragione per mantenere le misure cautelari. Poi i processi si fanno in tribunale e si vede chi ha ragione. Il giudice si è riservato di decidere. Noi abbiamo chiarito ogni aspetto, anche se ce ne erano pochi da chiarire, abbiamo svolto le nostre argomentazioni e ora pubblico ministero e giudici le valuteranno''.

 

Dopo Barzon è stato il turno di Signoretti. In questo caso tutto si è risolto in poco tempo essendosi avvalso della facoltà di non rispondere. Negli scorsi giorni, come noto, era stato il turno della sindaca di Riva del Garda Cristina Santi che si è vista accogliere la richiesta di revoca dei domiciliari. Oggi ci saranno in tribunale anche l'ex senatore Fravezzi e l'architetto Andrea Saccani.

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