Interramento ferrovia Valsugana a Pergine, dalla Giunta il no definitivo: "Non ci sono le risorse". Furibondo il sindaco Oss Emer: "Pazzesco, sono dieci anni che lo chiediamo"
La comunicazione dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Mattia Gottardi è arrivata in risposta ad un'interrogazione presentata dalla consigliera Pd Mariachiara Franzoia: "L’ipotesi di un intervento con costi interamente a carico della Pat non risulta perseguibile nel breve e medio periodo" la risposta della Provincia. Che dice "no" anche ai tempi d'accorciamento delle chiusure dei passaggi a livello

TRENTO. L'interramento della ferrovia che attraversa il centro di Pergine Valsugana? Non si farà. Praticamente "né ora né mai".
Il motivo? L'opera costa troppo (53 milioni per il doppio binario o 45 milioni per il singolo binario, secondo gli studi di prefattibilità effettuati nel 2019 ma - secondo piazza Dante - ora le cifre sono raddoppiate) e la Provincia non è in grado di sostenere interamente gli oneri nel breve e medio periodo, visto che Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), proprietaria dell'infrastruttura della ferrovia della Valsugana, non ha intenzione di finanziare l'opera.
A sollevare la questione è stata la consigliera provinciale del Pd Mariachiara Franzoia che, con un'interrogazione scritta, ha chiesto all'assessore competente - Mattia Gottardi - una risposta precisa e definitiva. Che è arrivata e, di fatto, chiude le porte anche in futuro alla possibilità che il tratto della ferrovia della Valsugana che attraversa Pergine venga interrato, con conseguente rimozione di almeno una parte dei tantissimi passaggi a livello che, inevitabilmente, congestionano il traffico e, in certi momenti della giornata, provocano lunghissime code.
"Finalmente abbiamo risposta definitiva e chiara di questa Giunta - spiega la consigliera Franzoia - sulle intenzioni dell'interramento della ferrovia di Pergine che non si farà mai. E' sorprendente quanto scrive l'assessore Gottardi in risposta ad un'interrogazione, semplicemente sottoscrivendo gli elementi forniti dagli uffici tecnici. Non ci sono le risorse per un'opera come quella che i perginesi chiedono fortemente da anni e che se non verrà fatta ora, non potrà ragionevolmente essere fatta mai più. Prendiamo atto che la Giunta, a differenza di quanto fatto giustamente in altri comuni del Trentino anche più piccoli, non ha interesse ad intervenire a Pergine, terzo comune del Trentino per abitanti. La linea ferroviaria taglia in due la città e le due zone sono collegate attraverso passaggi a livello a raso ed un sovrappasso che condizionano pesantemente il movimento dei cittadini perginesi. Ci sarà sicuramente l'occasione di ritornare sull'argomento fondamentale per la comunità di Pergine, perché non è accettabile che la Giunta non intervenga almeno per l'interramento di due passaggi a livello centrali in modo da permettere un miglior deflusso del traffico".
Nell'interrogazione la consigliera del Partito Democratico ricordava come "Pergine è la terza città del Trentino, ma è ancora tagliata a metà dalla ferrovia della Valsugana, nonostante l’incremento delle corse negli ultimi anni, che ne hanno fatto una sorta di metropolitana di superficie, con treni ogni 30 minuti nelle due direzioni. Per spostarsi dalla zona est, le migliaia di persone che vivono a Pergine e in Valle dei Mocheni e raggiungere la superstrada, hanno a disposizione soltanto il cavalcavia di via Rosmini (o devono percorrere tutto Viale Dante e raggiungere la zona di ponte Regio). Ci sono poi sette passaggi a livello, che rimangono abbassati decine di volte nel corso della giornata, spesso per molti minuti. Sono infatti note le segnalazioni di lunghe code, con le barriere abbassate spesso anche oltre i dieci minuti, cosa che pare incredibile possa accadere. Da anni si parla di progetti di interramento della ferrovia, di possibili sottopassi, ma ad oggi nulla è stato finanziato".
Le richieste formulate, ovvero se si intendesse procedere con l'interramento della ferrovia , l'eventuale cronoprogramma e se, nel frattempo, la Giunta potesse adoperarsi per ridurre i tempi di chiusura dei passaggi a livello, per evitare il formarsi di lunghe code alle barriere, sono state tutte respinte al mittente.
"L’infrastruttura della ferrovia della Valsugana, a differenza della ferrovia concessa Trento Malè Mezzana, è di proprietà di RFI Rete Ferroviaria Italiana - risponde l'assessore provinciale ai lavori pubblici Gottardi -. La scrivente Amministrazione rilevate, le problematiche urbanistiche e di gestione dei flussi di traffico che la linea ferroviaria comporta, nel corso del 2019 ha incaricato le proprie strutture competenti in materia di ferrovie della redazione di uno studio di prefattibilità tecnica dell’interramento della linea all’interno dell’abitato di Pergine. Esso permetterebbe, grazie all’interramento di circa 1500 m di linea, la soppressione di cinque passaggi a livello fra i quali, oltre alla demolizione del sovrappasso di Via Rosmini. Le criticità rilevate sono di molteplice natura. Un primo aspetto è legato alla necessità di interruzioni dell’esercizio ferroviario, più o meno estese temporalmente, in funzione della possibilità o meno di realizzare linee provvisorie alternative. Nel corso di specifici confronti tra le strutture tecniche della PAT e le competenti strutture di RFI tale problematica è stata ritenuta da queste ultime particolarmente complessa e di difficile risoluzione tanto da rendere di difficile attuazione la finanziabilità dell’intervento. Il secondo aspetto, in parte funzione del primo, è legato all’impegno finanziario. Lo studio prevedeva infatti un costo complessivo di 53 Milioni di Euro per l’interramento con doppio binario e 45 Milioni di Euro per l’interramento con singolo binario. Va precisato che lo studio, risalendo all’autunno del 2019, è stato realizzato in condizioni di mercato molto diverse da quelle attuali; infatti, le stime attualizzate porterebbero a dei costi quasi raddoppiati, rispetto a quelli sopra riportati. Alla luce di quanto premesso, attualmente, in mancanza di una finanziabilità a carico di RFI, l’ipotesi di un intervento con costi interamente a carico della PAT, valutato il quadro complessivo delle esigenze in materia di infrastrutture in relazione alla disponibilità di bilancio, non risulta perseguibile nel breve e medio periodo".
E poi, riguardo la richiesta di accorciare i tempi di abbassamento delle sbarre dei passaggi a livello, arriva - di fatto - un altro "impossibile".
"Da tempo sono in corso interlocuzioni tra le strutture della PAT e RFI volte a migliorare la situazione segnalata che, a detta dell’ente gestore dell’infrastruttura, sono legate alla particolare configurazione della tratta della linea a binario singolo ed in prossimità della stazione in cui avvengono gli scambi. Tale configurazione strutturale ed il relativo apparato di segnalamento e controllo ferroviario comportano inevitabili tempistiche che ad oggi, a detta del gestore, ossia RFI, non sono risolvibili. Nei sopralluoghi congiunti in attuazione del protocollo, tra tecnici PAT, RFI e Comune, sono emerse variegate problematiche tecniche connesse alla soppressione dei passaggi a livello, alcune delle quali risolvibili con opere sostitutive, altre che necessitano di approfondimenti ulteriori. Il Comune ha comunque chiesto che fosse garantita la permeabilità carrabile e ciclo pedonale".
Il comune di Pergine, per l'appunto: cosa dice il sindaco Roberto Oss Emer, che da anni - al pari della stragrande maggioranza dei cittadini - chiede a gran voce l'interramento della ferrovia a Pergine? Il primo cittadino perginese è semplicemente furibondo quando gli riportiamo la notizia che da piazza Dante è arrivato il "no" definitivo all'opera.
"Lo chiediamo almeno da un decennio - tuona il sindaco di Pergine Valsugana - e non è vero che si può fare solamente adesso. Si potrebbe tranquillamente provvedere anche dopo l'elettrificazione della linea. Non ci sono soldi? Stanno spendendo 60 milioni di euro per elettrificare la linea sino a Borgo. Dico sino a Borgo, nemmeno fino al confine con il Veneto e per arrivare a Bassano ne servirebbero altri 260. Nel 2019 erano stati effettuati due studi di prefattibilità, che prevedevano una spesa di 53 milioni per il doppio binario interrato e di 45 milioni per il binario unico interrato. E, adesso, ci sentiamo dire che non si può fare. Pazzesco. Della cosa, comunque, dovrà occuparsi qualcun altro nel futuro visto che, qualcuno, ha fatto una legge con cui ha stabilito che non posso ricandidarmi".












