Interventi dell'elicottero in crescita continua: +34% rispetto alla scorsa estate (il 12% sono recuperi di persone illese). Ecco come funziona il Falco
Il mezzo, di produzione tedesco-francese, è un bimotore quadripala medio-leggero che è pensato per garantire voli di 1,5 ore, lavorare su tutto il territorio e le altitudini dolomitici in sicurezza, calcolando che il peso dell’equipaggio e delle attrezzature si mantiene nei 3700 kg di peso massimo al decollo come prescritto, è dotato di un verricello con fune lunga 95 metri per il lavoro in hovering ed un faro per la visione notturna

BELLUNO. Falco, l’airbus BKK117D2 usato per l'elisoccorso sulle Dolomiti, è diventato ormai un’icona riconoscibile da chiunque si trovi a vivere o frequentare i territori del bellunese e dia uno sguardo al cielo specie nei periodi invernali ed estivo. Il dato che sanno tutti è che è il mezzo per eccellenza utile a soccorrere persone in difficoltà in montagna ma dietro questo tipo di soccorso vi è un vero e proprio mondo legato a condizioni di intervento per nulla favorevoli e che perciò necessitano di un’adeguata formazione del personale.
Scorrendo brevemente gli aspetti tecnici, insieme al suo pilota, si apprende che il mezzo, di produzione tedesco-francese, è un bimotore quadripala medio-leggero che è pensato per garantire voli di 1,5 ore, lavorare su tutto il territorio e le altitudini dolomitici in sicurezza, calcolando che il peso dell’equipaggio e delle attrezzature si mantiene nei 3700 kg di peso massimo al decollo come prescritto, è dotato di un verricello con fune lunga 95 metri per il lavoro in hovering ed un faro per la visione notturna ed ha un’accensione automatica e la possibilità di inserire un pilota automatico che mantiene i parametri impostati dal guidatore; il suo caratteristico colore giallo deriva da una normativa europea che lo prescrive come colore che individua i mezzi di soccorso.
L’elicottero è soggetto ad una manutenzione che prevede controlli mattina e sera ed altri orari oltre ad una verifica all’esterno del mezzo prima del decollo e al momento dell’atterraggio, tutte operazioni che sono effettuate dal tecnico di volo che insieme al pilota, un medico, un infermiere, il soccorso alpino ed un’unità cinofila in inverno compongono l’equipaggio di questo velivolo dove naturalmente un posto centrale è riservato al paziente.
Passando alle mansioni al medico spetta il soccorso che, essendo fatto in un ambiente ostile, all’aperto, con temperature sfavorevoli, condizioni di luce non sempre ottimali e senza una equipe, viene fatto dopo aver effettuato un addestramento specifico, al soccorso alpino spetta il coordinamento del team di soccorso e mettere in condizioni di sicurezza il medico, l’infermiere ed il paziente individuando i pericoli del luogo di intervento e decidendo la strategia dell’intervento mentre all’infermiere viene data la responsabilità dei materiali che si trovano a bordo del mezzo.
La selezione delle strumentazioni prevede di avere a bordo tutti i dispositivi salvavita, tenendo conto del peso di ognuno, tra i quali un defibrillatore multiparametrico, un ventilatore meccanico, uno zaino di soccorso più piccolo dei convenzionali con dentro delle pochette colorate utili a sapere già cosa contengono ed ottimizzare il tempo, una barella con tavola spinale pieghevole in carbonio, trasportabile come uno zaino, munita di ragno per vincolare il paziente e sacco con cinghie per appenderla al verricello e vela antirotazione e poi ancora un massaggiatore automatico.
In estate dal 6 luglio al 22 settembre tutti i giorni dalle 6.00 alle 18.00 opera Falco 2, un secondo elicottero con base all'aeroporto di Belluno, che si aggiunge a Falco 1 che opera tutti i giorni dell’anno dalle ore 12 fino al tramonto, con base a Pieve di Cadore, ed è parte della rete di emergenza - urgenza estiva che prevede quest’anno anche 4 automediche più 2 medicalizzabili oltre alle 26 ambulanze aggiuntive ed un totale di 2 équipe di elisoccorso con medico rianimatore, infermiere, tecnico elisoccorso, pilota, tecnico aeronautico, 20 medici nei pronti soccorso punti di primo intervento, 72 infermieri SUEM e pronti soccorso, 30 OSS e autisti, 45 Volontari ambulanze e squadra a terra CNSAS e SAGF; tutto questo per 1,1 milioni di investimento.
E’ un servizio che risulta necessario anche alla luce dei dati che vedono un incremento del 34% delle missioni di elisoccorso tra il 6 luglio e 6 agosto 2024 e lo stesso periodo dello scorso anno per un totale di 178 interventi di cui 104 compiuti da Falco 1 e 74 da Falco 2 con picchi a fine luglio di 10 missioni al giorno. Nel 50% dei soccorsi le cause sono di natura traumatica, nel 35,6% dei casi legati a patologie mediche cardiologiche, neurologiche o di arresti cardiaci ma si nota anche un 12% di utenti soccorsi illesi che dovranno quindi pagare l’intervento. Le aree dove avvengono più soccorsi sono quelle del Cadore e dell’Agordino e il 28% degli utenti sono stranieri, 22% bellunesi e il 50% da altre zone d’Italia. Attivo anche il servizio di dialisi in vacanza che vede 41 utenti prenotati presso la nostra Ulss 1 Dolomiti.












