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Trento
18 aprile | 23:32

Divieto di piombo nella caccia e nella pesca, battaglia aperta in Europa. L'attacco di Tosi: "Non esistono ancora alternative sostenibili e accessibili su larga scala"

Gli effetti sull'uso delle munizioni di piombo nella caccia sono spesso devastanti.  Da tempo le associazioni in difesa degli animali denunciano continui casi di saturnismo, un avvelenamento letale per la fauna selvatica e non mancano i problemi per l'ambiente.  Il dibattito europeo è andato avanti negli ultimi tempi e siamo arrivati al punto che il comitato Reach dell’Unione Europea (che si occupa della regolamentazione delle sostanze chimiche) dovrà riunirsi ora per discutere una proposta di limitazione

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Il divieto di piombo nella caccia torna a far discutere. Ad intervenire è l'eurodeputato di Forza Italia-Ppe Flavio Tosi, commissario per il Trentino del partito, che definisce “sbagliato nel merito e nel metodo” l’iter avviato dalla Commissione europea che "porterebbe a un divieto totale del piombo nella caccia, pesca e tiro sportivo".  Tosi, infatti, è tra i deputati europei firmatari di un appello per chiedere alla Commissione di sospenderlo

 

Il problema è noto da decenni e anche il dibattito fra chi è a favore allo stop del piombo e chi invece vorrebbe continuare ad usarlo come il mondo venatorio. Gli effetti sull'uso, per esempio, delle munizioni in piombo nella caccia sono spesso devastanti per gli aniamli. Ci sono continui casi di saturnismo, un avvelenamento letale per la fauna selvatica e non mancano i problemi per l'ambiente visto che questo piombo finisce poi a terra inquinando. L'inquinamento da piombo è da tempo denunciato come una minaccia diretta quindi sia alla biodiversità che alla salute delle persone.

 

Il dibattito europeo  è andato avanti negli ultimi tempi e siamo arrivati al punto che il comitato Reach dell’Unione Europea (che si occupa della regolamentazione delle sostanze chimiche) dovrebbe riunirsi ora per discuterne una proposta.

L’iniziativa ha ovviamente richiamato l’attenzione di chi è contrario a questo genere di limitazioni. Tosi, responsabile delle politiche venatorie di Fi, parla di “una decisione affrettata, perché la proposta della Commissione, così com’è formulata oggi, penalizzerebbe attività tradizionali molto diffuse in Italia e nei Paesi dell’area mediterranea, e creerebbe disparità di trattamento tra Stati europei”.

 

Per l'esponente di Forza Italia  serve “evitare approcci ideologici e lavorare su soluzioni concrete”. “Ad oggi  - sostiene Tosi - non esistono ancora alternative al piombo che siano davvero disponibili, sostenibili e accessibili su larga scala. Vietarlo senza soluzioni

percorribili significa creare problemi reali a cittadini e imprese”.

 

La discussione è destinata ad andare avanti e non è di poca importanza visto che si parla di limiti e di sanità pubblica. Secondo dati della European Chemicals Agency, gli studi collegati al Comitato Reach e i report ripresi e divulgati da associazioni come Lipu e BirdLife, ogni anno si arriva ad avere fino a 44 mila tonnellate di munizioni in piombo e pesi da pesca che  vengono disperse in Europa. Un inquinamento invisibile che danneggia ambiente e fauna.

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