La famiglia Pattini lascia la storica farmacia Dall'Armi in piazza Duomo: "Vogliamo ringraziare di cuore tutta la cittadinanza"
Fondata nel 1450 la farmacia ha avuto diversi titolari. Nel 1949 la gestione è passata a Gaetano Pattini, nonno di Alberto, e poi al padre Icilio. Alberto Pattini, la moglie Aurora Prati assieme alla figlia Alessandra prendono le redini dell'attività dal 1976

TRENTO. La farmacia Dall'Armi in piazza Duomo dopo 75 anni non è più diretta dalla famiglia Pattini. Sono queste le parole arrivate in queste ore da Alberto Pattini, la moglie Aurora Prati assieme alla figlia Alessandra Pattini.
Una famiglia unita che per 75 anni ha portato avanti un'attiva importante per la città di Trento e che ora ha deciso di passare la mano con l'arrivo di due farmacisti di Bolzano.
“Vogliamo ringraziare di cuore – ha spiegato Alberto Pattini – tutta la cittadinanza, i nostri clienti, che in questi anni abbiamo conosciuto”. Si tratta della farmacia più antica di Trento, secondo le ricerche portate avanti dallo stesso Pattini e contenute in un libro da lui scritto dal titolo “La famiglia dall'Armi”.

Fondata nel 1450 dal farmacista Dall'Olio nel corso degli anni ha visto il passaggio di diversi titolari a partire da Balduini a Crivelli.
Nei primi anni del 1700 è arrivata la gestione Dall'Armi, famiglia storica di Trento, fondatori dell'Oktober Fest di Monaco, della scuola comunale trentina di morale cattolica e padri della litografia in Italia.
Nel 1949 l'arrivo di Gaetano Pattini, nonno di Alberto, e successivamente del padre Icilio. Nel 1976 a prendere le redini dell'attività è Alberto Pattini con la moglie Aurora. Un lavoro condiviso poi con la figlia Alessandra e portato avanti fino ad oggi. Un impegno non sempre semplice andato avanti durante la pandemia anche con la consegna a domicilio dei medicinali per le tante persone che non potevano muoversi da casa.

“Da sabato scorso – ha spiegato Pattini – non dirigiamo più la farmacia. E' stata una scelta difficile ma i tempi sono cambiati. Oggi sono tanti i ricordi che riemergono e che fanno pensare come tutto sia cambiato. Un tempo il contatto umano erano fondamentale, il farmacista era quasi un confidente. Si parlava anche in dialetto al bancone per capire meglio di cosa aveva bisogno il cliente. Ora tutto questo è stato in parte superato, ora a regnare, purtroppo, è la fretta”.













