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Le lacrime del comitato "Una chance per Chico": Moggio: "Emozioni incredibili. E' stata la stessa premier Meloni a comunicarlo a lui. Oggi gli ho detto di stare tranquillo"

Racconta il presidente del comitato a lui dedicato: "Cosa gli ho detto?" Di stare attento, di "fare il bravo", di evitare qualsiasi situazione che possa nuocergli. Penso alle provocazioni: ha già vissuto tante situazioni assurde nella vita che, chissà, che qualcuno non voglia mettergli i bastoni tra le ruote. Magari sono io ad essere paranoico, ma meglio una raccomandazione in più che una in meno. Non gli ho scritto null'altro perché la posta è ovviamente controllata e passibile di censura e, dunque, non mi sembrava il caso di commentare la notizia"

Chico Forti e, a destra, Lorenzo Moggio, presidente del comitato "Una chance per Chico"
Di Daniele Loss - 02 marzo 2024 - 17:33

TRENTO. Ha dormito poco e oggi il suo smartphone è letteralmente "bollente". Praticamente dall'alba. A tutti, però, risponde, dedicando del tempo: le grandi gioie, e per lui questa è immensa, vanno condivise con quante più persone possibili.

 

E, tra una telefonata e un'altra, un whatsapp inviato e mille ricevuti, ha inviato anche un'email a Chico, con il quale lo scambio epistolare elettronico è sempre stato fittissimo.

 

Lorenzo Moggio è amico fraterno "da oltre 40 anni" di Chico Forti e, sin dal giorno della fondazione, presidente del comitato "Una chance per Chico", nato nel 2001 per perorare la causa dell'imprenditore trentino condannato all'ergastolo negli Stati Uniti nel 2000.

 

"Le sensazioni del momento? - racconta Moggio - Forti, vive, entusiastiche. Adesso possiamo finalmente dirlo: aspettiamo solamente di vederlo sbarcare dall'aereo e siamo ottimisti che questo possa accadere nel giro di un mese. Le autorizzazioni sono state concesse, i documenti necessari firmati e, dunque, si tratta solamente di organizzare il trasferimento che porterà Chico dalla Florida all'Italia. Un po' di burocrazia, insomma, che mi auguro venga espletata rapidamente. Abbiamo tutti voglia di vederlo, parlargli e riabbracciarlo".

 

Cosa ha scritto oggi a Chico?

"E' incredibile. Ieri mi ha scritto lui una lunghissima "lettera", io la chiamo così, nella quale, preso evidentemente da un momento di nostalgia, mi ha chiesto tantissime riguardo la mia vita, lo sport e chiedendomi informazioni riguardo a tante persone di sua e mia conoscenza. Una sorta di "aggiornamento" generale. Non avendo tanto tempo, gli ho risposto che oggi, sabato, avrei esaurito tutte le sue curiosità. E poi, invece, venerdì sera è arrivata quella splendida notizia che tutti noi aspettavamo da anni. Vorrà dire che le risposte gliele fornirò di persona, guardandolo negli occhi molto presto. Però oggi un'email l'ho mandata in Florida".

 

E cosa c'era scritto, se non era troppo personale?

"Di stare attento, di "fare il bravo", di evitare qualsiasi situazione che possa nuocergli. Penso alle provocazioni: ha già vissuto tante situazioni assurde nella vita che, chissà, che qualcuno non voglia mettergli i bastoni tra le ruote. Magari sono io ad essere paranoico, ma meglio una raccomandazione in più che una in meno. Non gli ho scritto null'altro perché la posta è ovviamente controllata e passibile di censura e, dunque, non mi sembrava il caso di commentare la notizia. Quello che so per certo è che la comunicazione a Chico è arrivata direttamente dalla premier Giorgia Meloni, che lo ha chiamato personalmente da Washington per comunicargli che sì, finalmente ci siamo".

 

Lo sente spesso via email?

"Sì abbastanza. La modalità di comunicazione non è semplice, però ho sempre avuto modo d'interagire con lui. Mi sono registrato ad un portale gestito direttamente dal sistema penitenziario americano, fornendo tutta una serie di documenti e, una volta accreditati, si ottiene la propria password e possono essere inviate le email, che devono essere approvate dai funzionari responsabili prima di essere consegnate al detenuto. A Chico è consentito scrivere su di un tablet, poi il testo viene analizzato e controllato: se arriva l'ok, il messaggio viene spedito e arriva all'interno del sistema. E' capitato che venissero censurate delle comunicazioni: penso, ad esempio, ad una foto che abbiamo scattato in occasione dell'ultima visita in cui lui, ovviamente, indossava la divisa del carcere. Ecco, quella foto è stata "bloccata". Negli ultimi anni la procedura è stata leggermente semplificata, perché prima erano ammessi solamente testi in inglese, sia in entrata che in uscita".

 

Quante volte ha visitato Chico da quando è detenuto?

"Tre, in tre carceri diversi. Il primo era semplicemente terribile, gli altri due un po' "meglio", ma stiamo sempre parlando di penitenziari e di un detenuto con la prospettiva del "fine pena mai". L'ultima volta è stato poco meno di dieci anni or sono. Poi tantissime email e qualche volta ho sentito la sua voce".

 

Le ha telefonato?

"Non a me direttamente, perché Chico ha sempre utilizzato la sua telefonata del lunedì, della durata di 5 minuti, per chiamare Maria, la mamma. Qualche volta mi è capitato di essere presente e, dunque, di potergli rivolgere un saluto a voce. Adesso tutti noi amici non vediamo l'ora di poter parlare con lui, faccia a faccia e abbastanza spesso. Il sogno sarebbe che venisse trasferito a Trento ma se la destinazione sarà Milano, Padova, piuttosto che Verona, beh non sarà certo un problema. L'importante è riaverlo in Italia quanto prima".

 

E, magari, un giorno, tornerete anche a surfare assieme.

"Infatti nella mail di venerdì Chico mi ha chiesto se mi fossi tenuto in allenamento in questi anni: mi ha detto che lui si sta allenando ed è pronto a sfidarmi. Gli avrei risposto che sì, sono in forma e accetto la sfida. Adesso, come tantissime altre cose, questo glielo dirò guardandolo negli occhi e sì, magari, un giorno questa sfida la faremo sul serio".

 

Nel 2021 l'allora ministro degli esteri Di Maio si era mosso concretamente, ma poi alla sua affermazione non erano seguiti i fatti. Indipendentemente dal "credo" politico bisogna fare un plauso alla premier Meloni.

"A lei assolutamente sì, perché ha preso a cuore questa vicenda già anni fa, aveva promesso che avrebbe riportato Chico in Italia ed è riuscita nel suo intento. Di Maio aveva lavorato concretamente per risolvere la questione, si era mosso, aveva fatto passi avanti però, alla fine, il Governatore della Florida aveva stoppato tutto. Diciamo che il suo era stato un errore di comunicazione, ma effettivamente si era speso per la vicenda. Altri politici, invece, alcuni dei quali incontrati anche personalmente dal sottoscritto, si erano sperticati ma poi non avevano mosso nemmeno una paglia. Giorgia Meloni, invece, è stata bravissima. E non da ieri, ma ormai da anni. E un grandissimo "grazie" mi sento di rivolgerlo anche a Veronica, la moglie di Andrea Bocelli che si è spesa tantissimo per la causa".

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