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Trento
12 marzo | 19:25

“Lo spaccio influisce in modo pesante sulla sicurezza delle città e ha dei costi familiari e sociali altissimi". Il sindaco di Trento dopo il colpo delle forze dell'ordine allo spaccio

Un trentaduenne tunisino, agli arresti domiciliari, era a capo di un gruppo di spaccio a Trento. Una cinquantunenne italiana coordinava il gruppo di Palù del Fersina. In totale sequestrati oltre tre chili e mezzo di eroina e 160 grammi di cocaina

“Lo spaccio influisce in modo pesante sulla sicurezza delle città e ha dei costi familiari e sociali altissimi

TRENTO. “Oggi la squadra mobile della Questura di Trento, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha smantellato una banda che gestiva lo spaccio di cocaina ed eroina in città e in altre località del Trentino. Ringrazio il Procuratore Capo Sandro Raimondi, il Questore Maurizio Improta e tutti gli agenti che hanno contribuito alle indagini e agli arresti".

 

Sono queste le parole del sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha commentato l'operazione condotta nelle prime ore di martedì mattina, 12 marzo, dalla Questura di Trento – affiancata dagli equipaggi del reparto prevenzione crimine Lombardia e dalle unità cinofile – che ha dato esecuzione all'ordinanza emessa nei confronti di 11 indagati per aver fatto parte di un'associazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro del capoluogo e in varie zone limitrofe come la valle del Fersina e la Piana Rotaliana.

 

"Lo spaccio influisce in modo pesante sulla sicurezza delle città e ha dei costi familiari e sociali altissimi, basti pensare che l’overdose di droga è tra le prime cause di morte tra i giovani in Europa – specifica il primo cittadino di Trento - e operazioni come quella di oggi sono dunque fondamentali insieme alle iniziative di prevenzione e ai servizi di sostegno alle famiglie alle prese con il dramma della tossicodipendenza”.

 

Nello specifico le indagini, iniziate a maggio 2022, hanno portato all'individuazione di un soggetto a capo di un gruppo di spaccio a Trento: si tratta di un trentaduenne tunisino che, nonostante fosse agli arresti domiciliari, gestiva e coordinava tutta l'attività: sia per rifornire i tossicodipendenti, sia per acquistare la droga.

 

Una cinquantunenne italiana era invece a capo del gruppo di Palù del Fersina che, stando alle ricostruzioni, si garantiva guadagni di circa 30 mila euro al mese. Nel complesso, durante le indagini, sono stati effettuati anche 4 arresti in flagranza di reato e sono state disposte 5 custodie cautelari in carcere e 6 obblighi di dimora nel comune di residenza. In totale sono stati sequestrati oltre tre chili e mezzo di eroina e 160 grammi di cocaina.

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