Contenuto sponsorizzato
Trento
29 novembre | 05:01

Negozianti sempre più presi di mira dai ladri, Confesercenti: "Per i dati la situazione è migliorata? Non fotografano la realtà. La gente si è stancata di denunciare"

La difficoltà di consegnare alla giustizia coloro che si sono resi responsabili di questi illeciti sta diventando ormai cronica e sta facendo crescere un sentimento di sfiducia. Un'analisi fatta dalla Cgia ha riportato che a livello nazionale in quasi 3 casi su 4 gli autori di questi furti compiuti ai danni di negozi e botteghe rimangono impuniti

Negozianti sempre più presi di mira dai ladri, Confesercenti: Per i dati la situazione è migliorata?

TRENTO. C'è chi rincorre il ladro in strada per prendergli il cappotto che ha rubato e indossato, chi è costretto a 'bloccare' i prodotti con dei ganci per evitare che ci siano continui furti e chi viene minacciato e spintonato in negozio mentre difende il proprio lavoro. E' la situazione grave che stanno vivendo i negozianti trentini. Lo confermano le associazioni di categoria che nei giorni scorsi hanno incontrato il Commissariato del governo esprimendo la sempre maggiore preoccupazione per la situazione legata a ordine e sicurezza sul territorio.

 

“La sicurezza non è solo una questione di numeri” spiega il presidente di Confesercenti del Trentino, Mauro Paissan. “Qualcuno guarda solamente ai dati statistici che dicono che la situazione è sotto controllo e che addirittura è in miglioramento. Ma la statistica ha diverse interpretazioni e c'è un sommerso di disagio e di episodi che non entrano in questi dati. Una parte che sta montando sempre di più e che sta creando una preoccupazione ormai diffusa”.

 

Tanti furti, oggi, purtroppo, non vengono denunciati. La difficoltà di consegnare alla giustizia coloro che si sono resi responsabili di questi illeciti sta diventando ormai cronica e sta facendo crescere un sentimento di sfiducia.

 

Lo scorso anno un'analisi fatta dalla Cgia di Mestre ha riportato che a livello nazionale in quasi 3 casi su 4 gli autori di questi furti compiuti ai danni di negozi e botteghe rimangono impuniti. Stiamo ovviamente parlando di reati contro il patrimonio che sono stati denunciati dalle vittime alle forze dell’ordine che, si stima, costino alle attività economiche attorno ai 3 miliardi di euro all’anno.

 

Se chi di dovere esce dagli uffici e va in strada a parlare con i negozianti – afferma ancora Paissan - noterà che la situazione è oggettivamente peggiorata. La gente sta sentendo questo disagio e si sente meno sicura”. Una preoccupazione che colpisce esercenti e cittadini. “Grossa fatica stanno facendo anche i supermercati che hanno scelto di avere un servizio di sicurezza. Un impegno non di poco conto e anche una responsabilità. Per tutto questo non crediamo che parlare attraverso i dati di una situazione migliorata riporti una fotografia corretta della realtà”.

 

Confesercenti del Trentino, insieme ai colleghi di Confcommercio, hanno ribadito l’importanza di mantenere alta l’attenzione su questi temi. La sicurezza è un pilastro fondamentale per garantire la vivibilità e lo sviluppo economico del nostro territorio, e si sono detti pronti a fare la propria  parte per collaborare con le forze dell'ordine. Un ragionamento che si sta portando avanti è quello di una implementazione del sistema delle telecamere private in rete con le forze dell'ordine. “C'è tanta stanchezza in giro. La gente ha smesso di denunciare perché demoralizzata e questo rischia di innescare una spirale ulteriormente controproducente. Il rischio è che la situazione sfugga davvero al controllo”.

 

A parlare di un “tema non semplice” è anche Massimo Piffer della Confcommercio. “Ci sono le forze dell'ordine che dobbiamo ringraziare per gli sforzi che stanno facendo ma devono fare i conti con le risorse messe a loro disposizione e con le leggi. Questa è la realtà”.

 

C'è un altro tema, però, messo in campo da Piffer. “Esiste il detto 'l'ozio è il padre dei vizi' e a Trento ci sono tante persone che bighellonano per la città e questo crea diverse criticità. Oggi tenere aperto un'attività è una vera e propria impresa pensando al calo del potere d'acquisto delle famiglie, alla pressione del fisco che è ormai fuori scala e i fatturati che sono in calo. Ogni attività che chiude è una luce che manca, un angolo che viene spesso subito riempito dal degrado e penetrato da queste persone che oziano. Questo è un tema che deve essere affrontato, il patrimonio commerciale è fondamentale per avere un territorio sano”.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 06:00
L'assessora provinciale alla cultura prova a spegnere la polemica, richiama "all'ordine" (perché di questo si tratta) il Consiglio [...]
Cronaca
| 09 agosto | 06:50
Sono 110 i detenuti per 88 posti in una struttura ormai fatiscente e tra le più sovraffollate del paese. E intanto gli agenti, sempre troppo [...]
Economia
| 09 agosto | 06:50
Tra le conseguenze della situazione geopolitica in atto si fa sentire per famiglie e imprese anche il caro energia. A intervenire è [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato