Ordine dei Medici, elezioni al veleno. La lista ''Ippocratici" replica al presidente Ioppi: "Ci dà dei no vax in senso dispregiativo? Ma il Covid è stato un esperimento"
A seguito dell'intervista rilasciata dal presidente uscente Marco Ioppi, la lista "Medici Ippocratici Trento" ha chiesto di replicare attraverso la dottoressa Rosanna Caroli. Pubblichiamo l'intervista integrale dai vaccini anti-covid ai punti nascita periferici, dai gettonisti al programma della loro lista

TRENTO. “Le dichiarazioni usate da dottor Marco Ioppi sono gravissime e offensive”. Queste la parole che arrivano dalla dottoressa Rosanna Caroli, medico chirurgo odontoiatra, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Sanità Pubblica, candidata alle elezioni dell'Ordine dei Medici con la lista “Medici Ippocratici Trento”.
Nei giorni scorsi in una intervista rilasciata a il Dolomiti, il presidente uscente dell'Ordine, Marco Ioppi, parlando delle elezioni, ha fatto riferimento alle altre liste presenti dicendo che sono “sostenute dai no vax, da chi mi ha osteggiato in maniera a volte feroce, anche con contestazioni aspre nel corso, per esempio, delle votazioni di bilancio. Sono membri che hanno sempre sostenuto una posizione anti vaccinale, una lista più radicale dell'altra”.
Parole queste alle quali l'intera lista di “Medici Ippocratici Trento” (con Pec del dott. Paolo Lisi) aveva chiesto diritto di replica e ad intervenire qui oggi è la candidata dottoressa Caroli.
Dottoressa Caroli, il presidente dell'Ordine dei medici Marco Ioppi si è riferito alla vostra lista parlando di “persone con posizioni anti vaccinali” e “no vax”. Voi avete chiesto di replicare, come rispondete?
Sono parole davvero offensive. Chiamare 'no vax' in senso dispregiativo come è stato fatto è denigratorio. Non va bene per lui che, essendo presidente uscente, dovrebbe essere al di sopra delle parti. Bastava che si limitasse a parlare di altre due liste alternative senza aggiungere altro se non si ricordava dei nomi. Le parole da lui pronunciate sono gravi, è stato superficiale e debordante. Nell'intervista ha parlato di contestazioni. Ma queste sono avvenute solo quando è stato impedito a dei medici di parlare e di fare delle mozioni legittime. Ci siamo sempre confrontati fra professionisti portando la propria esperienza utile anche ai più giovani. Di fronte alla pandemia covid, un evento poco conosciuto, e alle cosiddette vaccinazioni, sarebbe stato fondamentale leggere i 'bugiardini', cosa che invece non è stata mai fatta. Bastava leggerli, come abbiamo fatto noi per capire che eravamo e siamo dentro un esperimento a livello mondiale. Molti, invece, hanno preferito attaccarci e basta. Nessuno deve venire a darci dei 'no vax' perché abbiamo fatto tantissimi vaccini, nella nostra lunga carriera più di quanti se ne possa immaginare.
Lei quindi ha fatto la vaccinazione anticovid?
A lei credo non riguardi. Io ho fatto le mie scelte. Lo sa lei che ci voleva una ricetta RRL di un medico vaccinatore per la prescrizione? Nessuno all'interno dell'ordine lo ha spiegato. Non c'è mai stata questa prescrizione. Non è stata fatta una anamnesi approfondita come imponeva il principio di precauzione, che è uno dei pilastri della nostra professione.
Perché lei parla di esperimento riferendosi al Covid?
Perché questo era ed è un esperimento. Il generale Figliuolo ha detto che non può parlare di questa cosa perché è un segreto militare. Non l'ho detto io e bisogna crederci. Quindi qualcuno vorrebbe fare sul mio corpo e quello dei miei assistiti, ignari, un segreto militare? Io sono per gli studi approfonditi prima delle eventuali nuove terapie, per di più se sono geniche. La tecnologia impiegata, con nano particelle lipidiche ed mrna non era mai stata utilizzata in precedenza per finalità immunizzanti. Questa tecnologia, già nota ad alcuni di noi, era stata studiata in campo oncologico( meningioma ) con risultati deludenti. Sono quindi necessari studi approfonditi per le terapie geniche ed è essenziale comprendere bene ogni aspetto prima di somministrarle all'intera popolazione. Se le informazioni su un nuovo farmaco sono incomplete, come ad esempio, gli effetti a lungo termine, ad oggi ancora completamente sconosciuti, vogliamo che ci sia la libertà di scelta per i pazienti, per tutti i cittadini. Non ci devono essere obblighi data la inviolabilità del corpo.
Quali sono i punti più importanti del programma (LINK Programma) della lista 'Medici Ippocratici Trento”?
Ci deve essere la libertà e i medici devono poter iniziare a ri-frequentare l'Ordine. Stiamo assistendo ad un continuo fuggi-fuggi generale. Molti non vengono più all'Ordine perché non è quello che loro hanno voluto fin dall'inizio.
Vogliamo difendere la professione medica e restituirne la dignità. Fra i punti che portiamo avanti anche quello di non vendere la vecchia sede di 600 mq. Qualcuno la voleva vendere per 700 mila euro acquistandone una alle Albere più piccola della metà per un costo più che raddoppiato. Nell'attuale sede c'è molto spazio che potrebbe essere tranquillamente usato anche per corsi e convegni. E' nostra intenzione abbassare la quota di iscrizione, dare un aiuto ai medici in difficoltà con piccoli prestiti. Molti medici si sono trovati in difficoltà e sono stati costretti a chiudere gli ambulatori con la pandemia. Ci impegniamo anche a creare delle borse di studio per giovani colleghi volenterosi. C'è poi la difesa del codice deontologico che per noi è importantissima e l'attenzione all'evoluzione dell'intelligenza artificiale che può forse aiutare ma alla quale non dobbiamo sottostare, men che meno farci sostituire.
Lei cosa crede serva oggi alla Sanità in Trentino?
Intanto è importante che i medici siano liberi. Molti invece hanno paura di muoversi, hanno paura che qualcuno li danneggi. Tanti sono con la testa bassa. Non possiamo poi più accettare che primari siano decisi da scelte politiche.
Si vogliono creare nuove strutture come cattedrali nel deserto senza personale adeguato all'interno, mentre chiudono sedi importanti sul territorio con tagli di posti letto che sono fondamentali per la popolazione.
In Trentino i politici e le lobby devono uscire dalla sanità affinché questa funzioni.
Lei è favorevole alla chiusura dei punti nascita?
No. Ma secondo lei una persona che è a Cavalese di inverno riesce ad arrivare a Trento? Noi siamo favorevoli a tenerli aperti. Come siamo favorevoli a mantenere sul territorio e potenziare i pronto soccorsi affinché diano risposte efficaci alla propria comunità di riferimento.
I problemi sono tanti, sul territorio si sta sentendo molto la carenza di personale. Lei cosa ne pensa? Approva l'utilizzo dei gettonisti?
Ma perché abbiamo questa carenza di personale? Dovrebbero avere la coscienza, e anche il buongusto e l'umiltà, di andare a richiamare coloro che c'erano. Costoro sono stati costretti ad andar via da problemi volutamente mai risolti poichè il disegno manifesto della distruzione del sistema sanitario pubblico era ed è obiettivo della classe politica dirigenziale italiana, di qualunque colore essa sia, da decenni. Oggi molti di questi colleghi stanno facendo i liberi professionisti e stanno lavorando con successo e soddisfazione. Per quanto riguarda i gettonisti sono assolutamente da togliere. Questo sistema deve finire non è assolutamente tollerabile che situazioni croniche, scaturite dal malgoverno siano risolte con velleitarie soluzioni emergenziali. Viceversa vi dev'essere un rapido sblocco delle assunzioni di personale qualificato italiano e con retribuzione adeguata. Chi svolge servizio in sedi periferiche o Guardia Medica in sedi disagiate, deve essere pagato di più in base alle difficoltà ed impegno che la professione, fatta seriamente oggi richiede ed impone per il bene di tutti.


















