Vaccini anti-influenzali, medici di base all'attacco di Apss: “Allibiti, valuteremo vie legali per difendere la dignità dei nostri professionisti”
Continua lo scontro tra Smi e Apss sulla questione dei vaccini anti-influenzali: dopo la replica dell'Azienda sanitaria, oggi il segretario del sindacato Nicola Paoli torna all'attacco parlando di “accuse pesantissime” alla categoria

TRENTO. In Trentino continua lo scontro tra Azienda sanitaria e Smi sulla vicenda dei vaccini anti-influenzali, la controreplica di Paoli: “Allibiti dalle dichiarazioni di Apss”. La questione era stata sollevata ieri (Qui Articolo) proprio dal segretario di Smi del Trentino, che aveva denunciato la mancata consegna di dosi di vaccini anti-influenzali in diverse zone del Trentino (Trento compresa) ed il rifiuto, da parte delle autorità sanitarie, di fornire ulteriori scorte.
Punto al quale aveva poi risposto l'Azienda, sottolineando come “in totale sono state consegnate ai medici di medicina generale 70mila dosi e attualmente ne risultano registrate 43.800, pari al 60% delle dosi”. Lo scorso anno, dicono sempre i vertici di Apss: “Sono rimaste inutilizzate ben 10mila dosi di vaccino anti-influenzale” (Qui Articolo).
“Visto che Apss si trincera dietro a numeri estrapolati dal loro contesto – sono le parole di Paoli – e lancia accuse pesantissime alla categoria sugli avanzi nei nostri ambulatori, Smi (sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale) risponde con altrettanti numeri le cui fonti sono l'Istituto provinciale di statistica e l'Istituto superiore di sanità.
In provincia di Trento, al 1 gennaio 2024, ci sono 167.882 residenti sopra i 60 anni che possono essere vaccinati dai medici di medicina generale. A questi vanno aggiunti i pazienti con patologie croniche sotto i 60 anni e sopra i 18 che sono il 36% del totale della nostra popolazione, più le mamme in gravidanza e le categorie a contatto con il pubblico. Più o meno altri 100.000 pazienti. Se la matematica non è solo opinione dell'Apss, il totale fa circa 267.882 residenti in provincia di Trento vaccinabili. A noi, come riferisce Apss, sono arrivate 70.000 dosi di vaccini anti-influenzali per 335 medici di medicina generale. Significa in media 208 dosi per medico che ha invece in media oltre 700 pazienti da vaccinare. Lasciamo ai cittadini che si ammaleranno decidere chi ha ragione e chi no. Non si comprende come possiamo raggiungere il 75% della popolazione in queste condizioni e come possa Apss criticarci se non superiamo il 35%. Sarebbe stato più corretto, verso Provincia e popolazione, dire che non si fa affidamento sul settore della medicina generale, o che la ricca Provincia Speciale non ha i soldi per difendere la propria popolazione fragile dall'influenza. Senza far programmare a centinaia di medici di famiglia sedute vaccinali che non possiamo onorare.
In riferimento alle gravissime affermazioni sull'ipotetico avanzo di vaccini nei nostri studi, che i Nas, l'anno scorso, non hanno minimamente segnalato, pur avendo visitato il 50% dei nostri studi, prendiamo atto degli insulti nei confronti di una categoria che si è sempre prodigata per una maggior prevenzione vaccinale dei nostri cittadini, al punto di vaccinare, senza chiedere neppure le indennità previste. Il tutto dovuto al fatto che la piattaforma telematica aziendale è per molti aspetti inapplicabile nelle registrazioni e quest'anno ci sono state consegnate solo scorte francesi di cui non conosciamo la traduzione per quanto riguarda i vaccini "Vaxigrip Tetra", con numeri di codici che non entrano nella piattaforma italiana.
Valuteremo quindi con i nostri avvocati di fiducia le eventuali vie legali possibili per difendere la dignità dei nostri professionisti.
Se fino a poco tempo fa solo il 50+1 dei delegati della medicina generale protestava contro Apss, oggi siamo all'80% in forte crescita. Forse è meglio che si cominci a riflettere anche su questo, visto che nel pomeriggio c'è in Assessorato il redde rationem sulle aggregazioni funzionali della medicina generale. Ci ipotizzano che i pazienti di Tiarno di Sopra vadano a farsi visitare a Riva del Garda, se è ammalato il medico. E quelli di Villa Lagarina vadano a Luserna. Non proprio un trattamento di favore per i trentini”.













