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Trento
02 novembre | 11:21

Parco dello Stelvio, al via l'abbattimento di (altri) 180 cervi (dopo i 171 dello scorso anno): “Obiettivo ridurre squilibri ecologici e danni alle attività umane”

Il “Progetto cervo 2022-2026” è partito lo scorso anno e per il primo biennio si prevede il prelievo di 180 cervi all'anno divisi per classi di sesso e di età (numero che salirà poi a 400 all'anno nei successivi tre anni). Lo scorso anno, dice il Parco, sono stati abbattuti in tutto 171 esemplari

FOTO Jacopo Ursitti
FOTO Jacopo Ursitti

TRENTO. Dal prossimo 7 novembre prenderà il via nel settore trentino del Parco nazionale dello Stelvio la seconda stagione di controllo numerico del cervo: per il secondo anno consecutivo, si prevede l'abbattimento di un totale di 180 cervi divisi per classi di sesso e di età. Il numero e le modalità dei prelievi sono stabiliti all'interno del “Progetto cervo 2022-2026”, approvato nel 2022 (ma iniziato nel 2023) con l'obiettivo, si legge nei documenti del Parco, di “ridurre squilibri ecologici che le consistenti popolazioni di cervo arrecano agli ecosistemi (alla rinnovazione del bosco, alle altre specie) e ai danni causati alle attività umane di interesse economico”.

 

Lo scorso anno, durante la prima stagione sperimentale di controllo (novembre-dicembre 2023) sono stati abbattuti in tutto 171 capi, completando le previsioni per il primo anno al 95%. Secondo quanto riportato all'interno del progetto, dopo un primo biennio di “prelievo sperimentale, di entità numerica limitata, volto ad una prima riduzione della popolazione e alla valutazione dell'efficacia e fattibilità dei metodi proposti”, nei successivi tre anni si proseguirà con una “seconda fase di prelievi finalizzati ad una effettiva riduzione numerica della popolazione all'interno del Parco”. Successivamente, si prevede una terza fase di “prelievi a regime”, finalizzati alla stabilizzazione della crescita della popolazione di cervi all'interno del Parco. In termini numerici, nel secondo triennio del progetto si prevede di arrivare all'abbattimento di 400 cervi all'anno.

 

Come spiegato (Qui Articolo), le criticità sulle quali si vuole intervenire sono in particolare il carico da morso per brucamento sul patrimonio forestale (le gemme delle piantine di rinnovazione); la semplificazione e la riduzione dello strato arbustivo del sottobosco nelle aree di forte concentrazione invernale con gli effetti a cascata sulla biodiversità forestale; gli impatti sui prati a sfalcio, su cui il cervo si alimenta nei mesi primaverili (che causano ammanchi di fieno di circa il 20-30%) e i fenomeni di competizione con il camoscio e il capriolo, che hanno visto una significativa riduzione di queste specie a favore del cervo. In totale, lo scorso anno la presenza primaverile del cervo nell'intera Unità di gestione Pns-Val di Sole era di circa 2.900 cervi. È quindi possibile stimare che, durante la fase estiva-autunnale, la parte di popolazione presente nel Parco fosse di circa 1.600 individui.

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