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"Più efficace dei sacchi di sabbia e più facile e veloce da collocare", ecco la super barriera che protegge la biblioteca universitaria dal rischio di esondazione dell'Adige

I moduli di plastica armata riempiti d'aria sono uniti con delle cerniere e fanno sì che il sistema funzioni come un reggilibro: quando arriva l’acqua con la sua portata, la barriera si ancora in modo ancor più saldo al terreno proteggendo l'edificio

Di F.Os. - 10 giugno 2024 - 17:08

TRENTO. Un cordone di sicurezza di oltre cinquecento metri per proteggere la Buc, la biblioteca universitaria centrale di Trento, dal rischio di allagamenti.

 

Si tratta delle barriere "Noaq", tecnica scelta dall'Università di Trento - e sviluppata in Svezia in collaborazione con l'agenzia nazionale dei servizi di soccorso - il cui montaggio è stato testato questa mattina in circa tre ore, con la prova annuale che è stata perfettamente superata.

 

Nel dettaglio, il cordone è composto di circa ottocento elementi in pvc e cinque barriere tubolari gonfiabili della lunghezza di 10 metri ciascuna, per un totale di 550 metri.

 

I moduli di plastica armata riempiti d'aria, uniti tra loro tramite cerniere e aderenti al terreno grazie alla base flessibile, fanno si che il sistema funzioni come un reggilibro: quando arriva l’acqua con la sua portata, spinge la barriera e la fa ancorare in modo più saldo al terreno, proteggendo l'edificio dal rischio di esondazione dell’Adige.

 

L’esercitazione, che è durata circa tre ore, si è svolta sotto la regia del responsabile provinciale della Direzione Patrimonio immobiliare Marco Dorigatti e della responsabile della Divisione Ambiente e Sicurezza Mirella Ponte e ha visto impegnate circa dieci persone tra figure dell’Università di Trento e addetti esterni dell'azienda di servizi per la gestione degli edifici Apleona.

 

"Le barriere Noaq sono un dispositivo di protezione più efficace rispetto ai sacchi di sabbia e inoltre sono più facili e veloci da collocare perché pesano cento volte meno rispetto a quelli che sarebbero necessari per circondare l’edificio, e quindi richiedono meno persone e meno tempo per essere sistemate" spiega Marco Dorigatti che specifica: "La posa è iniziata con le barriere rigide alte mezzo metro e per ultime sono state posizionate cinque barriere gonfiabili alte un metro nei punti più depressi dell’area, con le cinque barriere che sono state gonfiate con un compressore".

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