Ragazza minacciata con un coltello e insultata perché "troppo occidentale": padre e madre condannati a 2 anni di reclusione
La giovane, minorenne all'epoca dei fatti, è stata costretta a vivere secondo regole molto rigide. Il fratello, in appello, è stato assolto

TRENTO. Vittima di minacce e insultata perché “troppo occidentale”. E' quello che è stata costretta a vivere una ragazza della Valsugana, all'epoca dei fatti minorenne. Un inferno nato all'interno delle mura domestiche di una famiglia di origine straniera.
Nella sentenza di primo grado emessa nel 2022 erano stati condannati il padre, la madre e il fratello. Nei giorni scorsi la sentenza di appello con la quale è stata confermata la condanna di 2 anni di reclusione e il risarcimento di 30 mila euro per i genitori mentre per il fratello è arrivata l'assoluzione.
La terribile situazione sarebbe iniziata nel 2013: la giovane, infatti, doveva seguire regole molto rigide a partire dagli abiti da indossa ai divieti di uscire di casa. I genitori non condividevano “la sua mentalità e il suo stile di vita occidentale”.
Ecco allora che in diverse occasioni la ragazza era stata minacciata anche di morte, il padre addirittura era arrivato a puntarle contro un cacciavite e la madre con un coltello da cucina.
All'ennesimo episodio la ragazza era riuscita ad allontanarsi dall'abitazione e a denunciare i maltrattamenti ai carabinieri.
La vicenda è poi arrivata in un tribunale con una prima sentenza nel 2022 con la condanna dei genitori e del fratello. Ieri, in appello, la pena è stata confermata per la madre e il padre mentre il fratello è stato assolto per non aver commesso il fatto.













