Abusi sulla 12enne figlia della compagna, uomo condannato a 10 anni in appello: pagherà 190 mila euro di risarcimento danni
Confermata in appello la condanna a 10 anni di reclusione: se la pena sarà convalidata anche in Cassazione per l'operaio 56enne si apriranno le porte del carcere

TRENTO. Una brutta storia di violenza tra le mura di casa e una pena di 10 anni per aver abusato della figlia della compagna, all'epoca dei fatti appena 12enne.
Questo quanto confermato in appello dal giudice nei confronti di un uomo di 56 anni, un operaio trentino, incensurato, per violenza sessuale aggravata dal contesto: l'uomo infatti restava a casa da solo con la piccola e avrebbe approfittato di quei momenti per entrare nella sua cameretta e molestarla.
I fatti sono avvenuti nel 2022: la madre della ragazzina, dopo essersi separata dal marito e padre della figlia, aveva incontrato un altro compagno con il quale era andata a convivere insieme alla bambina. Tutto sembrava andare per il meglio quando ad un tratto lui, secondo quanto ricostruito dall'accusa, aveva cominciato a rivolgere alla minore attenzioni morbose, trasformate in seguito in veri e propri atti sessuali.
Episodi gravissimi che sarebbero avvenuti quando la madre si assentava da casa per andare al lavoro. In quei momenti il 56enne avrebbe più volte palpeggiato la 12enne con atteggiamenti spinti tra baci, abbracci e tentativi di sfilarle i pantaloni. Abusi che sarebbero proseguiti per circa due mesi.
Un vero e proprio incubo per la ragazzina che aveva cercato di respingere l'uomo ma che non trovava il coraggio di raccontare tutto alla madre, temendo di ferirla. La ragazzina aveva poi confidato il terribile segreto alle compagne di classe a scuola: a quel punto le amiche hanno riferito alle famiglie l'episodio e da qui era scattata la denuncia in questura. La minorenne era stata sentita in audizione protetta e aveva confermato tutto, la madre aveva subito allontanato l’uomo da casa e poi lo aveva denunciato.
Ad aprile del 2024 era arrivata la prima dura sentenza, ma nella giornata di ieri, mercoledì 4 marzo, la Corte ha usato lo stesso pugno fermo del giudice delle udienze preliminari e ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione.
L’uomo sarà anche tenuto a pagare 190 mila euro in totale di risarcimento danni, di cui 100 mila euro alla ragazzina, 60 mila alla mamma e 30 mila al papà (i due coniugi sono separati) che si sono costituiti parte civile.
Le accuse insomma sono gravissime e se la pena sarà confermata in cassazione per l'operaio si apriranno le porte del carcere.














