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Trento
08 gennaio | 17:42

Rsa e viaggio in Danimarca, i sindacati: "E' arrivato il momento di affrontare la questione della Governance"

“Stiamo perdendo di vista l’obiettivo? Dobbiamo veramente discutere di una gita costosa fuori porta? Perché non ci interroghiamo invece, e più utilmente, su quanto costa la miriade di direttori, presidenti e cda delle case di riposo trentine? Sono anni che come Fenalt diciamo che il sistema va accentrato per realizzare economie di scale e garantire standard prestazionali omogenei” afferma la Fenalt 

Rsa e viaggio in Danimarca, i sindacati: "E' arrivato il momento di affrontare la questione della Governance"
di Redazione

TRENTO. “Occorre aprire una volta per tutte una discussione seria sul futuro delle Apsp trentine, un modello pubblico invidiato a livello nazionale che arranca e rischia di arretrare di fronte all’aumento delle richieste d’accesso e delle liste d’attesa, alla carenza e alla contesa di personale con l’Azienda Sanitaria, alle difficoltà di bilancio per le quali si chiedono interventi alla Pat e/o si aumentano le rette, con impatto inesorabile sulle tasche delle famiglie già alle prese con aumenti di bollette e caro vita”. Fp Cgil interviene sulla polemica che riguarda la trasferta in Danimarca della delegazione delle Strutture Rsa trentine dal costo di 45.000 euro

 

Fp Cgil pone la lente di ingrandimento sulla governance. “40 Consigli di amministrazione non sono troppi, costosi e non strettamente necessari? Non sarebbe il tempo di un tavolo di confronto sui vari sistemi di gestione delle Apsp, per valutarne una possibile ottimizzazione per ambiti territoriali, leggi Comunità di Valle? Non sarebbe opportuno condividere con tutti i soggetti aventi titolo, tra cui il sindacato rappresentativo del personale, analisi e proposte per migliorare il sistema delle Apsp trentine e garantirne la tenuta, a partire dal tema della carenza di personale?”.

Trasferte danesi a parte, viene spiegato in una nota dalla Cgil, sarebbe prioritario perseguire unitariamente l’elaborazione di una proposta mettendo al centro i bisogni delle comunità, l’obiettivo primario della garanzia e della qualità dell’assistenza, il rapporto con il terzo settore, i territori e il volontariato.

“A cominciare dal processo di omogeneizzazione dei trattamenti normo-retributivi del personale delle Apsp con quello della Sanità, nel solco del percorso già avviato negli anni scorsi, stanziando le risorse necessarie per valorizzare il personale presente (Ordinamento Professionale e Sistema Indennitario) e per assumerne di nuovo in relazione agli accresciuti bisogni della nostra popolazione anziana. Magari rinnovando i contratti pubblici coi fatti e non a chiacchiere. Di questo dovrebbe farsi carico il neo assessore Tonina che si è mostrato - sin dai suoi primi interventi pubblici - molto attento alle difficoltà del nostro sistema socio sanitario, alla necessità di ascoltare (e poi di decidere). Ecco, il sindacato ad oggi, dopo gli ordini professionali, le consulte e i vertici delle varie amministrazioni, manca ancora all’appello” afferma ancora la Cgil.

 

Ad intervenire anche la Fenalt che auspica che la polemica innescata in queste ore non diventi il solito tentativo strumentale di distogliere l’attenzione dai reali problemi delle case di riposo locali o un banale espediente per acquisire visibilità a fini politici .

 

“Stiamo perdendo di vista l’obiettivo? – commenta Roberto Moser, vice segretario generale Fenalt e responsabile case di riposo oltre che operatore di lungo corso nell’ambito delle Rsa – Dobbiamo veramente discutere di una gita costosa fuori porta? Perché non ci interroghiamo invece, e più utilmente, su quanto costa la miriade di direttori, presidenti e cda delle case di riposo trentine? Sono anni che come Fenalt diciamo che il sistema va accentrato per realizzare economie di scale e garantire standard prestazionali omogenei”.

 

Negli ultimi anni il “mantra” di Fenalt è sempre stato quello di richiamare l’attenzione sul tema del lavoro, asse portante del servizio assistenziale nelle case di riposo. Pur nella consapevolezza che il problema della carenza di infermieri non può trovare rapida soluzione, tuttavia sulla concorrenza fra contratto Apsp e Apss, che determina l’emorragia di operatori verso il sistema sanitario, si sarebbe potuto intervenire già negli anni scorsi, al primo manifestarsi del fenomeno.

 

“Siamo stanchi di dire che le case di riposo hanno bisogno di un contratto di tipo sanitario. Il che non significa solo aumenti di stipendi. A tal proposito, la presidente di Upipa, Michela Chiogna, ha parlato nei giorni scorsi di aumenti di 1.300 euro per gli Oss e di 2 mila euro per gli infermieri. Ricordiamo che questi aumenti esistono solo per una causa vinta dalla Fenalt: non si tratta di liberalità dei gruppi dirigenti. Questo per chiarire che i vertici non hanno mai preso in seria considerazione il tema dell’attrattività del lavoro nelle Apsp trentine. La consigliera provinciale del PD, Parolari, - spiega ancora la Fenalt - è stata fino a poco tempo fa presidente Upipa , ma nonostante ora sia critica con l’attuale presidenza, in passato ha messo in campo ben poco per valorizzare il lavoro nelle case di riposo”.

 

Quanto al viaggio d’istruzione Moser aggiunge: “Il proposito formativo di Upipa che in sé è buona cosa, è sicuramente inopportuno per le modalità che ha assunto e per i costi che comporta. Speriamo che almeno chiedano quanto vengono pagati in Danimarca gli operatori e cosa prevede il loro contratto. Avranno delle grosse sorprese”.

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