Scuole d'infanzia a luglio? "Un errore da cancellare": depositato il progetto di legge d’iniziativa popolare
Per il Comitato promotore "legislatura dopo legislatura abbiamo assistito a un progressivo smantellamento di quel fiore all’occhiello del Trentino che era la scuola dell’infanzia. I problemi sono tanti, la figura professionale dell’educatrice viene descritta come male intesa e applicata ora anche a ruoli che sono di carattere conciliativo e non educativo"

TRENTO. “Ci batteremo fino in fondo per questa battaglia, senza interessi personali”. Ad dirlo sono state le proponenti del progetto di iniziativa popolare che mira a cancellare l'apertura delle scuole d'infanzia a luglio.
La proposta sta nell’unico articolo in cui si sostanzia il progetto di legge depositato nelle scorse ore dalle tre educatrici che compongono il comitato promotore: Michela Lupi, Giorgia Sannicolò e Raffaella Fiorio, giunte a palazzo Trentini con le scatole contenenti 5.865 firme di cittadini.
L' iniziativa è dichiaratamente contraria alla scelta dell’amministrazione provinciale di estendere il calendario di apertura anche al mese di luglio. Le proponenti oggi sono state accolte dalla vicepresidente del Consiglio provinciale, Mariachiara Franzoia, e dai dirigenti di palazzo Trentini.
Lupi, Sannicolò e Fiorio hanno tracciato un quadro molto problematico: legislatura dopo legislatura – hanno detto – abbiamo assistito a un progressivo smantellamento di quel fiore all’occhiello del Trentino che era la scuola dell’infanzia. I problemi sono tanti, la figura professionale dell’educatrice viene descritta come male intesa e applicata ora anche a ruoli che sono di carattere conciliativo e non educativo.
“Quando l’apertura a luglio è stata introdotta – è stato detto oggi - c’era il Covid e ci si appellava all’emergenza, cui noi abbiamo corrisposto con responsabilità. Poi si è insistito su questa strada e noi ci siamo sentite umiliate e offese. Alle famiglie è stato lanciato un messaggio sbagliatissimo: in estate dateci i vostri bambini, ci pensiamo noi. Invece la famiglia non deve delegare. I bambini a luglio arrivano stanchi e col bisogno di fare cose diverse in altro luogo e con altri adulti. Le educatrici stesse hanno bisogno di tempi di recupero e ricarica, non è un caso se è sempre più difficile assumere. Interagire con 24 bambini per classe è una grande fatica (e la recente riduzione del numero massimo di bambini da 25 a 24 non ha cambiato sostanzialmente nulla)”.
La proposta legislativa approderà in V Commissione consiliare, come è già accaduto per altri 5 disegni di legge d’iniziativa consiliare da ottobre a oggi (1 ddl Degasperi, 2 ddl Parolari, 2 ddl Masè), tutti inerenti la disciplina delle scuole dell’infanzia.












