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Trento
26 marzo | 05:01

Tranvia in via Brennero, mega parco all'ex Filzi e no al boulevard dedicato al traffico privato: ecco come sarà (per i cittadini) Trento dopo l'interramento ferroviario

La raccomandazione è quella di abbandonare l'idea di un grande boulevard dedicato alla mobilità privata, in virtù della costruzione di un'infrastruttura verde e intermodale. Il sindaco di Trento Franco Ianeselli: "Coinvolgere i cittadini nella partecipazione sul futuro della città si è rivelata una buona intuizione"

TRENTO. Come sarà la Trento del futuro? E soprattutto, cosa ne sarà dei 16 ettari che si libereranno dopo l'interramento dei binari della ferrovia storica di Trento? La risposta arriva direttamente dalle linee guida, presentate oggi, del progetto partecipativo SuperTrento che ha coinvolto, lo scorso anno, molti cittadini interessati al futuro della città ma anche enti del terzo settore, comitati, associazioni di categoria e imprese.

 

Nel documento trovano spazio proposte, sollecitazioni e idee emerse durante vari incontri e laboratori: in estrema sintesi, la raccomandazione principale è quella di abbandonare l'idea, elaborata dall'architetto catalano Joan Busquets, di un grande boulevard dedicato alla mobilità privata.

 

L'alternativa da percorrere – secondo i risultati del percorso promosso dal Comune e realizzato insieme allo studio Campomarzio - è invece quella della costruzione di un'infrastruttura verde e intermodale, dedicata alla mobilità di tipo ciclopedonale e ad un nuovo sistema di trasporto pubblico efficiente e di qualità, come il tram, per collegare Trento nord e Trento sud in modo veloce.

 

E la scelta, alla luce del fatto che la città risulta spesso congestionata dal traffico, anche a causa della mancanza di spazi aperti, è quella di dedicare le aree che si libereranno nei prossimi decenni al consolidamento della rete verde e alla mobilità sostenibile, con la direzione che, evidentemente, è quella di un vero e proprio cambio di paradigma condiviso verso la transizione ecologica.

 

"Coinvolgere i cittadini si è rivelata una buona intuizione, dal momento che la qualità emersa è elevata: una volta si pensava che fossero solo gli architetti e gli urbanisti a dover lavorare al futuro di una città, mentre con SuperTrento chiunque ha potuto partecipare", dichiara il sindaco di Trento Franco Ianeselli che specifica come, nel concreto, "in contrapposizione all'idea del Boulevard per il traffico privato, il progetto ci abbia consegnato linee guida per un corridoio dedicato al trasporto pubblico e ad altre varie funzioni".

 

Il primo cittadino si è poi soffermato sull'importanza del protocollo firmato, lo scorso 1 febbraio, da Comune, Provincia e Rete Ferroviaria Italiana e sulle tempistiche realizzative del progetto: "È molto importante che, parallelamente, sia stato sottoscritto un atto che prevede i prossimi passaggi per la realizzazione dell'interramento e, con SuperTrento, abbiamo iniziato ad immaginare quale sarà il futuro della città. Per quanto riguarda i tempi, il protocollo indica il 2025 come anno per la presentazione dei documenti sulle alternative progettuali, e questo biennio dovrà essere usato per avvicinarci ad una progettazione più definitiva".

 

Durante il percorso partecipato sono state inoltre elaborate alcune strategie per la rigenerazione urbana dell'area nord, centro e sud risultante dall'interramento della ferrovia e, tra le idee forti, spicca la rete degli spazi verdi che metterà in relazione i parchi urbani esistenti con il lungo fiume e il paesaggio circostante.

 

Fondamentali saranno anche i filari alberati lungo i corridoi ecologici urbani, le connessioni ciclopedonali da est a ovest per collegare porzioni di città ora divise, il recupero di edifici storici come le rimesse delle ferrovie dello stato – al centro di una rete di parchi che collegherà piazza Cantore, piazza Dante e piazza Centa – e l'introduzione di una linea forte di trasporto pubblico lungo l'asse nord-sud.

 

A cambiare volto e funzione saranno però anche alcune aree ed edifici: quando la stazione verrà interrata, lo storico edificio ferroviario progettato dall'architetto e ingegnere Angiolo Mazzoni diventerà un'interfaccia pubblica con la città e polo d'orientamento per i suoi utenti, ospitando funzioni per turisti e residenti.

 

L'ex Scalo Filzi si trasformerà invece in un grande parco pubblico in grado di creare centralità tra i quartieri Solteri e Cristo Re, con strutture sportive e servizi da strutturare sulle esigenze del quartiere.

 

Via Brennero subirà poi una rigenerazione grazie alla tranvia, agli alberi perimetrali, all'intensificazione dei percorsi ciclabili e al passaggio in superficie del rio Lavisotto.

 

Ad essere ampiamente condivisa è poi la necessità di promuovere la sperimentazione degli usi temporanei: gli spazi urbani già presenti rappresenteranno infatti un'occasione per riattivare la città attraverso nuovi usi e contenuti, anteponendo attività temporanee al progetto di riassetto definitivo.

 

Queste linee guida, viene specificato, costituiscono un patrimonio condiviso di idee emerse grazie all'impegno della cittadinanza e la base essenziale per poter elaborare le future fasi progettuali dell'areale ferroviario: un punto d'arrivo quindi, ma anche un punto di partenza su cui impostare una nuova fase di approfondimento che avrà l'obiettivo di dare concretezza a queste visioni.

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