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Un impianto per la produzione di idrogeno dall'acqua per assicurare energia e calore alla Rsa Maria Gaggia Lante

L’idea nasce da approfondimenti legati allo sviluppo di una nuova tecnologia basata sul procedimento di separazione dell’idrogeno presente nella molecola dell’acqua: sono sufficienti modeste quantità di acqua per alimentare il modulo di produzione; l’intero processo non produce anidride carbonica e permette di ottenere un idrogeno del tutto green

Di Antonio Gheno - 21 febbraio 2024 - 17:28

BELLUNO. Un impianto di produzione e utilizzo locale di idrogeno per alimentare un co-generatore della potenza necessaria per l’integrazione termica del fabbisogno di una Rsa e, allo stesso tempo, capace di soddisfare l’intero fabbisogno elettrico. E' questo il progetto allo studio dell'amministrazione comunale di Belluno presentato dai rappresentanti dell'istituzione ieri a margine del sopralluogo alla start up Stellart Srl della società Enerblu di Lonigo, dove il primo cittadino si è recato insieme al vice sindaco Paolo Gamba proprio per capire e analizzare da vicino le possibilità di portare a Belluno il nuovissimo impianto per installarlo alla Rsa Maria Gaggia Lante a Cavarzano e abbattere così i costi energetici della struttura (circa 450 mila euro tra riscaldamento ed energia elettrica).

 

L’idea nasce da approfondimenti legati allo sviluppo di una nuova tecnologia basata sul procedimento di separazione dell’idrogeno presente nella molecola dell’acqua: sono sufficienti modeste quantità di acqua per alimentare il modulo di produzione; l’intero processo non produce anidride carbonica e permette di ottenere un idrogeno del tutto green.

 

“Stiamo effettuando confronti con tecnici e scienziati – afferma De Pellegrin -, si tratta di una tecnologia nuova ed interessante, portarla sul territorio renderebbe la nostra città un modello a cui guardare in fatto di innovazione nel campo dell’efficientamento energetico e delle nuove fonti di energia, pulita e alternativa. Stiamo seguendo l’evoluzione della tecnologia in modo da accertare la concreta fattibilità e poter avviare l’iniziativa quanto prima, nel rispetto delle procedure”.

 

Dall’acqua si otterrebbe l’idrogeno per l’energia elettrica e si produrrebbe calore. Così si garantirebbe il fabbisogno della Rsa e le risorse eccedenti sarebbero vendute all'esterno. 

 

“Le modalità di finanziamento – spiega Gamba - verranno definite alla luce di un piano economico e finanziario dettagliato, conseguente ad un progetto di fattibilità (ai sensi del nuovo codice dei contratti) che evidenzi in dettaglio producibilità elettrica e termica, effettiva collocazione della produzione termica, costi di investimento, costi operativi, andamento del prezzo zonale dell’energia elettrica eccedente ceduta alla rete elettrica e altro ancora”.

 

Nel frattempo prenderà il via alla Gaggia Lante, presso l’esistente centrale termica oggetto di ammodernamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici e pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria .

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