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| 07 dic 2024 | 13:47

Vuole riprendersi con la forza i 7.000 euro che ha versato all'associazione di volontariato, arrestato un pregiudicato per estorsione dopo un anno di intimidazioni

Pressioni e minacce duravano da oltre un anno: l'uomo esigeva la restituzione di 7.000 euro, somma che aveva versato alla stessa associazione come donazione obbligatoria imposta dal tribunale nell'ambito di una condanna per spaccio

Vuole riprendersi con la forza i 7.000 euro che ha versato all'associazione di volontariato
di Redazione

TRENTO. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Trento, con il supporto dei colleghi di Borgo Valsugana, hanno arrestato un pregiudicato di origini calabresi residente nella zona, colto in flagranza di reato mentre aggrediva il rappresentante di un’associazione di volontariato locale. L’uomo pretendeva con violenza e minacce la restituzione di 7.000 euro, somma che aveva versato alla stessa associazione come donazione obbligatoria imposta dal Tribunale di Trento nell’ambito di una condanna.

 

L’indagato, condannato per attività di spaccio, era stato obbligato a svolgere ore di lavori di pubblica utilità e a donare un importo equivalente ai proventi delittuosi a una onlus di sua scelta. L’uomo aveva individuato proprio l’associazione come destinataria della donazione, ma già oltre un anno fa aveva iniziato a pretendere la restituzione del denaro, sostenendo di non dover ottemperare né al servizio alternativo né alla donazione.

 

Inizialmente le richieste erano sporadiche, ma a partire da marzo di quest’anno le pressioni sono diventate sempre più insistenti. L’uomo ha iniziato a inviare messaggi alla vittima e a presentarsi frequentemente presso la sede dell’associazione per esigere il denaro. Negli ultimi due mesi la situazione è definitivamente degenerata, con episodi intimidatori sempre più gravi.

 

Le intimidazioni si sono intensificate al punto da creare un clima di terrore per la vittima e gli altri volontari e lavoratori dell'associazione. Soggetti estranei si presentavano alla sede dell’associazione facendo il nome del pregiudicato, imponendo di accettare persone a cui far svolgere lavori socialmente utili. La vittima veniva pedinata da auto sospette fino a casa, avvicinata per strada da sconosciuti con atteggiamenti minacciosi e frasi intimidatorie come: “Non si parla con i carabinieri”, “Ci sono anche gli interessi”, oppure “Non è finita qui”. In un episodio particolarmente grave, l’uomo è stato costretto a fermarsi lungo la strada e si è visto mostrare una pistola.

 

Ad aggravare ulteriormente il clima di intimidazione, il coinvolgimento di alcuni pregiudicati albanesi e il riferimento a un noto criminale calabrese già implicato nell’inchiesta “Perfido”. Quest’ultimo, incontrato casualmente, aveva esplicitamente invitato la vittima ad assecondare le richieste dell’estorsore.

 

La spirale di minacce si è interrotta solo grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri. L’arresto è avvenuto quando il pregiudicato, durante l’ennesima visita presso l’associazione, ha aggredito fisicamente la vittima nel tentativo di estorcere il denaro. Fermato in flagranza, l’uomo è stato condotto in caserma e successivamente trasferito al carcere di Spini di Gardolo, dove si trova attualmente detenuto.

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