A Socrepes si apre una voragine nel terreno del cantiere: "In gioco l'incolumità dei lavoratori: Comune e Simico fermino i lavori della cabinovia"
Le parole sono di Roberta de Zanna, consigliera comunale di Cortina Bene Comune: "E’ noto che tutto il versante è soggetto a frane eppure si continua a voler intervenire sulla zona con opere impattanti mettendo a rischio la stabilità del terreno e l’incolumità dei lavoratori"

CORTINA D'AMPEZZO. Uno squarcio di circa 15 metri si è aperto nel terreno a Socrepes, nella zona di Cortina d'Ampezzo interessata da vari impattanti cantieri: non ultimo, la stazione di arrivo della cabinovia Apollonio-Socrepes, una delle opere "olimpiche" più dibattute e contestate.
Una fessura che si è creata proprio in prossimità di uno dei piloni della cabinovia in costruzione, come testimoniato dalle foto di Voci di Cortina, ed è stata rapidamente coperta con un grande telo impermeabile per cercare di impedire alla pioggia di allargarla ulteriormente.

Situazione che ha naturalmente innescato varie reazioni: "A Socrepes è successo quello che tutti temevamo: la coesistenza in un’area ristretta di tre mega cantieri con imponenti opere di scavo ha provocato una frattura nel terreno lunga oltre 15 metri", denuncia Roberta De Zanna, consigliera comunale di Cortina Bene Comune.
Oltre alla stazione della cabinovia infatti si sta lavorando all'ampliamento del rifugio Ria de Saco e all'impianto sostitutivo di Socrepes-Ra Freza.
"E’ noto che tutto il versante è soggetto a frane - riprende De Zanna -, da anni esistono studi e pubblicazioni a questo riguardo eppure si continua a voler intervenire sulla zona con opere impattanti mettendo a rischio la stabilità del terreno e l’incolumità dei lavoratori".

"Per questa volta nessuno ci è andato di mezzo ma quello che è successo dimostra due cose: o le indagini geologiche fin qui condotte non sono state abbastanza accurate perché svolte in fretta, prima ancora di avere il progetto esecutivo della cabinovia Apollonio-Socrepes; oppure la situazione dell’area è talmente compromessa che si possono verificare fenomeni imprevedibili e proprio per questo pericolosi".
"Le circostanze sono tutte a sfavore e nonostante ciò si persevera nel voler portare avanti il progetto ma questa volta, con tutti questi segnali negativi, i diretti responsabili, e mi riferisco ai vertici della Simico ma anche all’amministrazione comunale di Cortina d’Ampezzo, non potranno far finta di non sapere, di non essere stati avvisati per tempo: qualsiasi cosa dovesse succedere anche in futuro la responsabilità ricadrà su chi, in un delirio di onnipotenza, non ha voluto ascoltare. Siamo ancora in tempo per fermarci!".












