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| 25 nov 2025 | 18:11

Addio a Lorenzo Buffon, grande portiere del Milan e della Nazionale del dopoguerra

Si è spento a 95 anni nella sua Latisana Lorenzo Buffon, uno dei più grandi portieri italiani di tutti i tempi, ha vestito le maglie del Milan e dell’Inter, era lontano parente del campione del mondo Gianluigi Buffon

di Marco Calabrese

LATISANA. E’ morto nella sua casa di Latisana a causa di un arresto cardiaco Lorenzo Buffon, uno degli ultimi grandi testimoni del calcio italiano del dopoguerra, avrebbe compiuto 96 anni il prossimo 19 dicembre.

Un campione che ha vestito, tra le altre, le maglie (nell’ordine) di Milan, Genoa, Inter e  Fiorentina, ricordato per essere stato uno dei più forti portieri della storia del calcio italiano.

 

Friulano Doc, era nato in provincia di Udine a Majano del Friuli nel 1929, figlio d’arte poiché il padre Alessandro fu anch’egli portiere, un ruolo che è poi proseguito anche nelle lunghe diramazioni famigliari che arrivano fino a Gianluigi Buffon.

 

Vestì la maglia del Milan per due lustri, dal 1949 al ’59, disputando 300 partite e mettendo a referto cinque scudetti, rimanendo attivo fino a 36 anni nel 1965, e facendo in tempo a vincere un ulteriore scudetto dall’altra parte del naviglio, con l’Inter nel 1963.

 

Se ai tempi del Milan ebbe anche modo di condividere lo spogliatoio con un altro corregionale illustre, Cesare Maldini, in nazionale divise la stanza con Giampiero Boniperti. Con l’Italia prese parte anche allo sfortunato mondiale cileno del 1962.

 

Con la maglia azzurra, rimediò un brutto infortunio a Wembley contro l’Inghilterra nel 1959, dove si ruppe il setto nasale. Nel 1958 sposò Edy Campagnoli, una delle prime dive dei fotoromanzi e valletta alla corte di Mike Bongiorno, matrimonio da cui ebbe una figlia e concluso con il divorzio.

 

Ma soprattutto, Lorenzo Buffon ha rappresentato un ponte fondamentale nella storia del calcio, vivendo il periodo dell’immediato dopoguerra, del calcio sporco, della generazione che proveniva dal pallone d’oratorio, conducendolo fino alla grande epopea italiana degli anni ’60, giocando da protagonista nella squadra che sarà la base del Milan di Rocco e nell’Inter di Herrera, venendo riconosciuto come uno dei portieri italiani più forti di sempre.

 

L’Italia e il Friuli perdono così uno dei suoi più grandi patrimoni nonché memoria storica di uno dei periodi più alti del calcio italiano.

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