Aggressioni al Pronto Soccorso, infermieri allo stremo: "Abbandonati dalle istituzioni, servono forze dell’ordine e misure urgenti"
Per Nursing Up la presenza dei vigilantes nelle 24 ore non è più sufficiente ad arginare il fenomeno delle aggressioni, perché, spiegano “la loro possibilità di intervento è limitata, bisogna garantire ai pronti soccorsi la costante presenza delle forze dell’ordine, la cui presenza è invece stata ridotta e delle guardie giurate armate 24 ore su 24"

ROVERETO. “I nostri infermieri, già stanchi e stressati, si sentono abbandonati dalle istituzioni e non devono essere lasciati soli. La Provincia faccia qualcosa”. Cesare Hoffer e Fabio Lavagnino di Nursing Up Trento intervengono dopo l’ennesimo episodio, avvenuto nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 agosto al pronto soccorso del S.M. del Carmine di Rovereto, dove è stata registrata un’aggressione nei confronti di infermieri.
“Questo stato di cose è inaccettabile” spiegano. “E' la dimostrazione che ormai questo fenomeno sociale deve essere affrontato con altri strumenti, oltreché migliorare la sicurezza degli operatori sul campo tramite il potenziamento degli organici e provvedimenti di tipo logistico, è però chiaro che ora deve essere la Provincia a scendere in campo, i provvedimenti adottati fin qui dall’Azienda sanitaria si sono dimostrati totalmente inadeguati”.
Per Nursing Up la presenza dei vigilantes nelle 24 ore non è più sufficiente ad arginare il fenomeno delle aggressioni, perché, spiegano “la loro possibilità di intervento è limitata, bisogna garantire ai pronti soccorsi la costante presenza delle forze dell’ordine, la cui presenza è invece stata ridotta e delle guardie giurate armate 24 ore su 24”.
Se il Trentino vuole diventare veramente attrattivo nei confronti delle professioni infermieristiche e sanitarie, deve creare situazioni lavorative dove il professionista lavori in sicurezza. “Chiediamo l’intervento dell’assessore Tonina e la convocazione urgente del tavolo aziendale sugli 'agiti aggressivi', dove i sindacati sono presenti in pianta stabile e proattiva”.
Una situazione che va ad aggiungere ad altre criticità. “Il personale del Pronto è già in difficoltà anche per l’adozione del nuovo sistema informatico, che ha allungato i tempi di attesa dei pazienti, in particolare nelle procedure di triage, pertanto è ulteriormente esposto a situazioni legate all’aggressività dei pazienti, garantire la loro sicurezza vuol dire assicurargli la possibilità di erogare prestazioni efficaci, nonché garantire sicurezza e qualità delle cure ai pazienti”.












