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Belluno
24 luglio | 17:37

Alemagna, la rabbia degli albergatori di Cortina: “Intollerabile che non ci sia un piano viabilità. Come possiamo chiedere alle persone di restare a vivere qui?”

La situazione di emergenza lungo la SS 51 di Alemagna spinge anche l’Associazione Albergatori di Cortina a esprimere profonda preoccupazione per uno stato delle cose che sta generando disagi crescenti non solo per gli operatori del turismo, ma per l’intero tessuto economico e sociale del territorio. “A poco più di un mese dall’inizio dell’emergenza, non possiamo tollerare che si sia privi di un piano concreto per la gestione della viabilità”

CORTINA D’AMPEZZO. La situazione di emergenza e precarietà lungo la statale 51 di Alemagna fa alzare la voce anche al comparto turistico. Con una lettera aperta, infatti, l’Associazione Albergatori di Cortina esprime profonda preoccupazione per uno stato delle cose che sta generando disagi crescenti non solo per gli operatori del turismo, ma per l’intero tessuto economico e sociale del territorio.

 

Anzitutto fa il punto sui fatti: a partire dalla frana che ha coinvolto Borca di Cadore il 15 giugno, si sono succedute una serie di interruzioni che stanno mettendo in seria difficoltà imprese, lavoratori e residenti. Il successivo distaccamento sulle pareti del Marcora ha poi provocato un'ulteriore colata detritica con disagi prolungati, fino alla riapertura contingentata della viabilità tra le 7 e le 20 (con chiusure cautelative in caso di precipitazioni). “Un regime di accessibilità fortemente limitante - scrive l'associazione - che è stato compromesso tra il 12 e il 13 luglio dall’ennesima colata, peraltro doppia per volume rispetto alla precedente, che ha riportato la situazione al punto di partenza”.

 

Altra chiusura contingentata dunque, almeno fino a stamattina, quando le piogge hanno impedito la riapertura della strada. “Un’amara sorpresa - la definiscono - per i molti lavoratori che dalle prime ore del mattino cercavano di attraversare il tratto. Alle 10:45 è stata nuovamente aperta con l’incertezza che il maltempo possa ritornare in serata e nei prossimi giorni”.

 

L’insostenibilità della situazione è quindi evidente, mentre sui social si moltiplicano gli auspici dei lavoratori a scioperi generali, quando non addirittura a trasferirsi altrove. “Siamo consapevoli della complessità legata agli eventi naturali - proseguono gli albergatori - così come riconosciamo l’encomiabile lavoro svolto da prefettura, Anas, forze dell’ordine, amministratori locali e protezione civile. Tuttavia, a poco più di un mese dall’inizio dell’emergenza, non possiamo tollerare che si sia ancora privi di un piano concreto, stabile e coerente per la gestione della viabilità. La riapertura limitata della SS51 nelle sole ore diurne e in assenza di pioggia non risponde alle esigenze di un territorio che vive di turismo”.

 

Turismo che, fanno notare, non si ferma alle 21. Come non è accettabile che centinaia di lavoratori, la maggior parte dei quali pendolari (spesso, aggiungiamo noi, inevitabilmente vista l’assenza di alloggi), debbano affrontare viaggi estenuanti, o attraversare i passi montani in piena notte, per rientrare a casa solo perché il tratto critico resta chiuso anche in assenza di allerte meteo. “È impensabile - precisano - che per sapere se si potrà raggiungere il posto di lavoro si debba controllare in tempo reale il meteo o affidarsi a notizie frammentarie online. Ricordiamo che molti pendolari usufruiscono dei mezzi pubblici, i cui orari e deviazioni diventano difficilmente consultabili, con ricadute pesanti sulla puntualità e la qualità del servizio. Parliamo spesso di voler attrarre e trattenere talenti sulle Dolomiti, in particolare a Cortina: con quali basi possiamo chiedere a una persona di restare, se è costretta ogni giorno a subire gli effetti di una logistica impossibile solo per poter lavorare?”.

 

Ecco allora le richieste: estendere la fascia oraria di apertura anche alle ore notturne, quando le condizioni meteo lo permettono; installare adeguata illuminazione e un presidio fisso in loco per garantire la sicurezza h24; fornire una comunicazione unica, ufficiale e aggiornata in tempo reale, coordinata tra Anas, Prefettura e Comuni; valutare la predisposizione di una viabilità alternativa emergenziale attraverso l’ausilio dell’esercito, qualora necessario.

 

Il tempo dell’attesa è finito. Servono una visione strategica e una risposta decisa. E servono adesso. La montagna vive di persone, e senza mobilità non c’è lavoro, non c’è servizio, non c’è turismo” concludono. Le stesse problematiche che, a causa della viabilità, sta vivendo anche il Comelico: più di così, ormai, il territorio non sa più come farlo capire.

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