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Bolzano
28 dicembre | 11:28

Bimbo di 10 anni segregato in casa dalla madre: lo aveva convinto di essere "maledetto". Il piccolo era denutrito: è stato salvato dai carabinieri

Il racconto di un isolamento fatto di paure, superstizioni e fame

Bimbo di 10 anni segregato in casa dalla madre: lo aveva convinto di essere "maledetto"

MERANO. Un bambino di dieci anni tenuto quasi isolato dal resto del mondo, che non veniva portato a scuola, che non vedeva un pediatra. Che non non veniva nutrito, che passava le sue giornate nel buio della sua camera, disteso a letto e costretto a dormire.  Un ragazzino che veniva convinto dalla sua stessa madre che fuori dalla porta di casa qualcuno volesse fare loro del male, che il mondo non fosse sicuro, che tutti i loro mali fossero da ricondurre a delle maledizioni.

 

Poi un giorno i Carabinieri hanno fatto irruzione in quella casa divenuta un fortino, nel quale vivevano la madre, una donna di origine tunisina classe 1982, rimasta vedova, e il suo bambino, nato nel 2015.

 

E' accaduto lo scorso settembre tra Merano e Silandro, grazie a un decreto del Tribunale. Ora la donna sarebbe in un centro di salute mentale, il figlio in una comunità altoatesina.  Anche se allontanarlo da quella casa non è stato facile.

 

Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto era chiaro da tempo: la donna, convinta che qualcuno la stesse spiando e stesse minando la sua sicurezza e la sua tranquillità, aveva sporto numerose denunce contro ignoti. Una sorta di delirio paranoide nel quale la madre parlava di figure che osservavano lei e il suo bambino.

 

Allo stesso tempo però, la 43enne, rifiutava ogni incontro con le autorità o con gli assistenti sociali. il bambino veniva isolato sempre più dal resto del mondo, dai suoi amici e da quella scuola che tanto gli piaceva frequentare. Veniva nutrito solo con dei biscotti secchi, nel buio della sua stanza e costretto a dormire tutto il giorno. Veniva convinto che qualcuno volesse fare del male a lui e alla sua mamma.

All'inizio dell'anno scolastico poi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La madre si è presentata nella scuola del figlio: tenendo il ragazzino stretto a se e impedendogli fisicamente di entrare in classe, ha recuperato del materiale ed è tornata a casa.

 

Tutti questi comportamenti hanno portato al provvedimento del Tribunale, e all'intervento dei Carabinieri che il 23 settembre del 2025 hanno sfondato la porta dell'appartamento e hanno portato via il piccolo.

 

La responsabilità genitoriale della madre è stata sospesa e il bambino di trova da allora all'interno di una comunità in provincia di Bolzano.

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