Cadavere senza testa ritrovato sull'A22, dopo 17 anni il cold case è stato risolto: la vittima è il 20enne Mustafa Sahin, fu strangolato dal suocero
Il corpo di Sahin fu trovato in uno scatolone lungo l'autostrada del Brennero, la svolta delle indagini in seguito ad una confessione dell'assassino che si trovava in carcere per altri due omicidi

BOLZANO. E' stato risolto dopo 17 anni uno dei cold case più clamorosi dell'Alto Adige, quello del cadavere senza testa trovato a Chiusa il 21 febbraio del 2008, in uno scatolone lungo l'autostrada del Brennero.
Il corpo appartiene all'allora ventenne Mustafa Sahin, un cittadino tedesco di origini turche che venne strangolato nove giorni prima del ritrovamento del corpo nel garage di casa a Sontheim, in Germania, dal suocero Alfonso Porpora.
La svolta nelle indagini – ha spiegato il procuratore Alex Bisignano – è arrivata in seguito alla confessione dell'assassino, che seppur non abbia confessato né il movente ne di aver decapitato il genero, ha dichiarato di aver caricato il corpo della vittima sull'auto, abbandonandolo tra Roma e Napoli (e non sull'autostrada del Brennero).
Porpora, che al momento sta scontando una condanna all'ergastolo per altri due omicidi, commessi nel 2014 e nel 2018, al momento della confessione si trovava in carcere: l'uomo ha infatti ucciso e smembrato un altro compagno della figlia e un 59enne a cui la famiglia Porpora aveva affittato un immobile.
Venendo ai fatti altoatesini del 2008, dopo il ritrovamento del corpo chiuso in uno scatolone da parte di due operai, scattarono le indagini che però per anni non hanno dato esiti, anche alla luce del fatto che la vittima, in quanto senza precedenti, era sconosciuta agli archivi delle forze dell'ordine.
Fino allo scorso anno quando la polizia tedesca, in seguito alla confessione di Porpora, ha contattato la Procura di Bolzano chiedendo di inviare i reperti fotografici relativi al macabro ritrovamento.
A quel punto è avvenuto il riconoscimento da parte della moglie della vittima (la figlia di Porpora, ndr), con la conferma definitiva che è arrivata in seguito alla successiva analisi del Dna che è stato comparato con quello dei figli e dei genitori.














