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Trento
09 dicembre | 12:08

Caos treni, regionale bloccato per un'ora in stazione per sovraffollamento: "Non è un incidente, ma un collasso annunciato, la prova di gravi carenze e criticità. Ora basta"

Le parole del sindacato di polizia dopo una giornata da incubo sulle linee ferroviarie in Trentino-Alto Adige: "Non è una semplice disavventura per i passeggeri. È l'inevitabile epilogo di una situazione critica, ampiamente preannunciata e più volte denunciata. Il fallimento di un sistema messo in guardia da mesi. Lo avevamo detto: senza interventi sarebbe successo l’inevitabile"

(foto archivio)
(foto archivio)
di Redazione

TRENTO. "L'episodio del treno per Bologna bloccato per un'ora per 'motivi di sicurezza' è la prova delle carenze croniche di personale e delle criticità infrastrutturali da noi denunciate. Non è una semplice disavventura per i passeggeri. È l'inevitabile epilogo di una situazione critica, ampiamente preannunciata e più volte denunciata. Il fallimento di un sistema messo in guardia da mesi. Lo avevamo detto: senza interventi sarebbe successo l’inevitabile. Ma la sicurezza dei cittadini non è negoziabile". 

 

Le parole, dure e decise, sono del segretario regionale del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (Siap) Massimiliano Corradini, e arrivano il giorno dopo un 8 dicembre da incubo sulle ferrovie del Trentino-Alto Adige. Nella giornata di ieri infatti un treno regionale diretto a Bologna è stato fermo nella stazione di Trento per un'ora a causa del sovraffollamento, costringendo i viaggiatori "a una estenuante trattativa per far scendere qualcuno, mentre la sicurezza vacillava". 

 

"Quello che è successo non è una sfortuna - continua Corradini -. È la logica, inevitabile conseguenza di mesi di inerzia. Il sindacato aveva visto giusto, e purtroppo avevamo visto lontano. Già il 20 ottobre denunciavamo una 'situazione esplosiva' in vista dei mercatini di Natale. Il 27 novembre, a mercatini iniziati, constatavamo che le promesse non erano state mantenute e che la gestione era 'al ribasso'. Ieri, il sistema ha mostrato la crepa più visibile: il rischio per l’incolumità pubblica".

 

Perché si è arrivati a questa situazione critica? Secondo il sindacato sono due le principali ragioni, "entrambe denunciate a chiare lettere". La carenza cronica di personale e i "cantieri selvaggi". 

 

LA CARENZA CRONICA DI PERSONALE: UN ALLARME IGNORATO.

 

"A ottobre - commenta Corradini - segnalavamo la 'carenza di personale più volte segnalata e sempre rimasta inascoltata', avvertendo che sarebbe diventato 'impossibile' gestire i picchi. A novembre ribadivamo che la situazione era 'ferma al palo'. I fatti di ieri ci danno drammaticamente ragione. Un presidio adeguato Polfer, in termini numerici e di competenze, avrebbe potuto gestire in modo preventivo i flussi del ponte dell'Immacolata, organizzare alternative e, soprattutto, evitare che una situazione di disagio si trasformasse in un potenziale rischio per l'incolumità pubblica, costringendo al limite estremo. Invece, si è arrivati al blocco del treno, massimo sintomo di emergenza. L’unico segnale concreto, come abbiamo già esternato e riconosciuto, è arrivato dal questore di Trento grazie al suo forte interessamento per far arrivare aggregati. Purtroppo non è una soluzione definitiva. Servono uomini strutturali che portino alla piena operatività la Polfer, non tamponi".

 

"Il Compartimento Polfer di Verona, con la sua grave miopia istituzionale, continui pure a sottovalutare e a non dare risposte concrete: intanto il conto dell’insicurezza la pagano i cittadini.”

 

CANTIERI SELVAGGI: LA SICUREZZA VIENE DOPO.

 

Già ad ottobre il Siap aveva fotografato una realtà drammatica: uffici Polfer spesso inaccessibili, con accessi che sono una "vera e propria opera circense”, con cittadini e personale ferroviario costretto a "salti mortali" per formalizzare una denuncia.

 

"Condizioni di continuo movimento cantieristico senza adeguate informazioni che non erano cambiate a novembre - sottolinea il segretario -. Questo caos infrastrutturale, unito alla mancata informativa ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e alle possibili interferenze tra cantieri e lavoro della Polfer, denunciate dal sindacato, viene moltiplicato esponenzialmente dall'impatto di picchi di utenza. Il risultato? Ieri il sovraffollamento è diventato ingovernabile".

 

"ORA NECESSARIO CAMBIARE, PER LE OLIMPIADI 2026 SI DEVE ESSERE PRONTI".

 

Questo episodio, evidenzia il sindacarto, deve essere l’ultimo. "L'episodio del treno bloccato - conclude Massimiliano Corradini - è il campanello d'allarme che squarcia ogni ipocrisia. Conferma che la stazione, biglietto da visita del Trentino, rischia di trasformarsi in un simbolo di degrado e insicurezza. Con i mercatini di Natale ancora in corso e, pur non essendo ancora alla massima affluenza, ma soprattutto, con l'avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, che porteranno un ulteriore, enorme flusso di visitatori, continuare su questa strada è imperdonabile. Non possiamo permetterci altri danni d’immagine e, soprattutto, altri rischi. Il tempo delle parole è scaduto da mesi, ora servono i fatti. Ieri sono stati i passeggeri del treno per Bologna a pagare il prezzo dell'inerzia. Domani, se non si interviene strutturalmente, pagheremo tutti un prezzo più alto in termini di sicurezza e immagine. La sicurezza non è negoziabile". 

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