Centinaia di persone sfidano la bora e il gelo in corteo per manifestare in solidarietà dei migranti e degli ultimi: "La povertà non ha passaporto"
Centinaia di persone sono scese in piazza la sera di natale, organizzato anche un flashmob di solidarietà: "Gli ultimi sono dappertutto e anche nella nostra regione, sono invisibili e sono sia stranieri che italiani: la povertà non ha passaporto. Sempre ultimi restano: sono i più poveri, i più fragili, gli esclusi”

TRIESTE. Si chiama “Luce tra gli ultimi. Un Natale in cammino” l'iniziativa promossa dal Coordinamento regionale e Enti del Terzo Settore, Centro Balducci e Ics, a seguito della morte di quattro richiedenti asilo in Friuli Venezia Giulia, che ha visto scendere lungo le strade di Trieste moltissime persone la sera di Natale.
I partecipanti si sono ritrovati come previsto alle 18.15, sfidando il freddo e la bora sferzante, e sono confluite poi in un corteo partito da largo Città di Santos e concluso in piazza della Libertà, in cui trovano spazio la stazione e i retrostanti magazzini del Porto Vecchio, che, come comunicato dall'ultimo rapporto stilato dall'Ics, ospitano ancora centinaia di richiedenti asilo.
Sarebbe dovuta essere una fiaccolata ma la bora non ha lasciato tregua e ha impedito il mantenimento delle candele. Il momento culminante della manifestazione ha avuto luogo quando la colonna ha raggiunto piazza Oberdan, dove è andato in scena un flashmob, organizzato da Rete Studenti Medi, nel quale i manifestanti si sono spogliati della giacca, si sono seduti per terra e sono rimasti per un minuto esposti al freddo in segno di solidarietà, come espresso anche via social dall'Ics: "Gli ultimi sono dappertutto e anche nella nostra regione, sono invisibili e sono sia stranieri che italiani: la povertà non ha passaporto! Sempre ultimi restano: sono i più poveri, i più fragili, gli esclusi”.
In piazza sono stati esibiti manifesti di critica verso le amministrazioni al grido di “prima le persone” o “qui giace l'articolo 3 della costituzione italiana”. L'evento è poi continuato attraverso inevitabili ripercussioni sul traffico veicolare e si è concluso in piazza Libertà con una cena condivisa con i richiedenti asilo ai quali sono stati conferiti pasti caldi e beni di prima necessità.












