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Trento
10 agosto | 20:19

Ciclisti in fila, in galleria, lungo il lago di Garda: una scena praticamente quotidiana. I sindaci compatti nel "no" alla Ciclovia. L'alternativa? "Trasferimenti in battello"

L'immagine, scattata all'interno di una delle gallerie comprese nel tratto tra Limone e Riva del Garda (la penultima, per essere precisi), mostra una lunga, lunghissima fila di ciclisti che procede in direzione sulla destra della carreggiata: impossibile superarli per chi si trova alle spalle, vista la presenza della linea continua sull'asfalto e dello spazio, decisamente ristretto, che impedisce anche di allargare la traiettoria e di sorpassare i ciclisti senza invadere la corsia opposta

RIVA DEL GARDA. Una scena che, durante l'estate, si ripete quasi senza soluzione di continuità ogni giorno della settimana e, anche negli altri mesi dell'anno, accade con incredibile frequenza.

 

L'immagine, scattata all'interno di una delle gallerie comprese nel tratto tra Limone e Riva del Garda (la penultima, per essere precisi), mostra una lunga, lunghissima fila di ciclisti che procede in direzione sulla destra della carreggiata: impossibile superarli per chi si trova alle spalle, vista la presenza della linea continua sull'asfalto e dello spazio, decisamente ristretto, che impedisce anche di allargare la traiettoria e di sorpassare i ciclisti senza invadere la corsia opposta.

 

E, una volta usciti dalla galleria (nel tratto tra Limone e Riva ce ne sono, tra l'altro, diverse), non che le possibilità di sorpassare - lo ripetiamo, in sicurezza - siano molte, con evidenti e conseguenti rischi sia per l'incolumità di chi sta pedalando e anche degli automobilisti.

 

L'alternativa per chi vuole recarsi sul lago di Garda (e sono tantissimi) per godere delle bellezze del lago e, allo stesso tempo, pedalare lungo il bacino del Benaco al momento non c'è e, per questo, nelle intenzioni della Giunta Provinciale vi è quella di realizzare l'ormai celebre Ciclovia del Garda, con i lavori che stanno proseguendo (a marzo è stato aperto il tratto che dalla Galleria Panda porta sino alla località Sperone), anche se il fronte del "no" è ormai allargatissimo, visto che i sindaci di Riva del Garda, Arco, Garda, Malcesine, Tremosine e Nago Torbole si sono espressi pubblicamente contro la realizzazione di un'infrastruttura della quale si parla dal 2018 e che avrebbe un costo complessivo di 1,3 milioni di euro.

 

Recentemente anche la consigliera provinciale di Avs Lucia Coppola ha chiesto al presidente della Provincia Fugatti "di ascoltare i territori, fermare ogni cantiere e avviare un tavolo di lavoro con amministrazioni e associazioni per sviluppare forme di mobilità dolce rispettose del paesaggio, che valorizzino i percorsi esistenti senza devastare le sponde. Le motivazioni (al "no", ndr) sono chiare: impatto paesaggistico irreversibile, rischio geologico, consumo di suolo e spese insostenibili per un'opera che non porta benefici concreti. Dobbiamo difendere il lago, la sua biodiversità e il patrimonio naturale, non inseguire grandi opere che mettono a rischio ciò che rende unico questo ecosistema. Il Garda non ha bisogno di un anello di asfalto sulle sue falesie: ha bisogno di tutela, manutenzione e scelte lungimiranti".

 

E, dunque, ai tantissimi turisti che scelgono il lago di Garda come meta per le vacanze "green" e per la possibilità di utilizzare la bicicletta per spostamenti e gite, oltre ai ciclisti "amatoriali" che si cimentano sulle due ruote tutto l'anno, cosa proporre per pedalare in sicurezza, senza rischiare la vita e creare intralcio alla circolazione su strade che, già di per sé, presentano criticità?

 

"I trasferimenti via lago, con i battelli elettrici - spiega il sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni - rappresentano la soluzione per affrontare quei tratti in cui non è possibile procedere in sicurezza. E, tra l'altro, la proposta potrebbe diventare assolutamente attrattiva per i cicloturisti. Alternative non ve ne sono, visto che vi è un problema di rischio geologico per i tratti con le passerelle a sbalzo sotto le falese, il cui rischio è classifica come P4. E la deturpazione dell'ambiente sarebbe definitiva: nessuno pensa al fatto che, il panorama "dal lago", diventerebbe orribile. Quello della Ciclovia è un progetto "spezzatino", che sta incontrando il parere negativo di tantissime amministrazioni, compresa quella di Riva. Aggiungo che qui è stata devastata la riserva naturale di Val Gola: abbiamo già protestato formalmente, chiedendo venga ripristinata".

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