Contro l’Hiv e lo stigma, dalla prevenzione all'accoglienza delle persone sieropositive: “Serve combattere la malattia eliminando i pregiudizi”
"La sinergia fra prevenzione, informazione psico-sociale, medicina e una formazione mirata alla consapevolezza, costituisce la strategia vincente non solo per riuscire a ridurre le nuove infezioni, ma anche per difendere una qualità di vita dignitosa per chi quotidianamente ha a che fare con questa realtà”, ha affermato Pierpaolo Patrizi, responsabile del servizio Iris della Caritas

BOLZANO. Combattere la malattia, eliminando stigma e discriminazione. Sono molte le iniziative portate avanti su tutto il territorio in occasione del 1° dicembre, Giornata mondiale dedicata all’Aids. Fra queste Caritas ha voluto ribadire il proprio impegno aderendo alla campagna di prevenzione ‘Stop Hiv' sottolineando il proprio impegno nel contrastare non solo la diffusione del virus, ma anche il pregiudizio.
In questi giorni gli operatori a bordo dell’ambulatorio mobile allestito per la campagna promossa dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, in collaborazione con Croce Rossa e Pro Positiv, hanno girato il territorio proponendo test Hiv gratuiti e anonimi e informazioni sul trattamento farmacologico dell’infezione.
Con i servizi Iris, Casa Emmaus e Binario7, Caritas incontra e sostiene durante tutto l’arco dell’anno persone che convivono con l’Hiv, promuove scambi e visite rivolti soprattutto alle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni, garantisce un accesso precoce ai test - e quindi alla cura - anche a persone che vivono in condizioni di marginalità, e punta su un approccio che guarda oltre la malattia per favorire stili di vita consapevoli volti al benessere della persona e della comunità.
“Riteniamo che la sinergia fra prevenzione, informazione psico-sociale, medicina e una formazione mirata alla consapevolezza, costituisca la strategia vincente non solo per riuscire a ridurre le nuove infezioni, ma anche per difendere una qualità di vita dignitosa per chi quotidianamente ha a che fare con questa realtà”, ha affermato Pierpaolo Patrizi, responsabile del servizio Iris della Caritas.
Sono diversi i servizi impegnati: per primo c'è Iris, in via Cassa di Risparmio 1 a Bolzano, che dal 1992 vede un gruppo di volontari e volontarie coordinato da uno psicoterapeuta che offre sostegno e compagnia a persone che convivono con l’Hiv e ai loro familiari, nonché sedute di psicoterapia, musicoterapia e meditazione, o semplicemente un luogo dove trovare un po’ di tranquillità.
C'è poi Casa Emmaus, a Laives in via Pietralba 100, una comunità alloggio che dal 1997 offre accoglienza a 14 persone malate di Aids, sieropositive o con altre malattie infettive, inviate dal reparto dell’ospedale di Bolzano, con l’obiettivo di mantenere o migliorare la loro qualità di vita e di promuovere il reinserimento sociale.
Infine Binario7, via di Mezzo ai Piani 2 a Bolzano, che dal 2000 si propone come punto di contatto e di aiuto per persone con problemi di dipendenza, alle quali offre un servizio di prevenzione rispetto alle malattie infettive con il programma di cambio siringhe e consegna di materiale sterile, attività d'informazione e consulenza sulla protezione dalle infezioni e l’accesso veloce ai test per l’Hiv e l’epatite C














