Hiv, diagnosi tardive +15% in 10 anni. Lila: "Prevenzione elemento centrale, bisogna sensibilizzare, informare e rendere accessibili i test"
Tra i territori con gli incrementi più marcati di diagnosi tardive nel 2023, rispetto ai dati del 2014, dopo la Valle d’Aosta (che ha registrato un aumento di diagnosi tardive del 23%) spiccano la Provincia di Bolzano (con un aumento del 19%) e la Provincia di Trento (aumento del 15%), a dimostrazione che il tema non è marginale nemmeno nel nostro territorio

TRENTO. In Italia, affrontare sessualità e affettività resta ancora oggi una sfida complessa. Questi temi emergono nel dibattito pubblico in modo frammentario, spesso richiamati solo da fatti di cronaca o discussioni isolate, e raramente vengono considerati come parte integrante della salute e del benessere dei cittadini. Nelle scuole, nei media e nelle istituzioni mancano spazi dedicati a un confronto costante e approfondito. Questo silenzio contribuisce a mantenere bassa la consapevolezza sui rischi legati a una scarsa educazione sessuale e affettiva, a perpetuare stereotipi e pregiudizi e a rendere più difficile l’educazione alla prevenzione.
Se prendiamo in considerazione per esempio i dati dell’ultimo notiziario dell’Istituto superiore di sanità, aggiornati al 31 dicembre 2023, la fotografia scattata dall'Iss mostra che la più nota forse tra la infezione sessualmente trasmissibili, l'Hiv, non è affatto un problema del passato. Da come si legge, infatti, tra il 2021 e il 2023 le nuove diagnosi sono complessivamente aumentate sul territorio nazionale: nel solo 2023 in Italia sono stati segnalati 2.349 nuovi casi, pari a 4,0 casi ogni 100.000 residenti.
Parallelamente, dal 2015 è cresciuta la quota di persone che hanno ricevuto una diagnosi tardiva, cioè quando l’infezione è già in fase avanzata (si pensi che nel 2023, tra le nuove diagnosi di Aids, l’84,1% riguarda persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nei sei mesi precedenti alla diagnosi di Aids). Le cause possono essere molteplici: scarsa consapevolezza del rischio, persistenza dello stigma sociale e disponibilità limitata di test in alcune aree o per specifiche fasce di popolazione.
Tra le Regioni con gli incrementi più marcati di diagnosi tardive nel 2023, rispetto ai dati del 2014, dopo la Valle d’Aosta (che ha registrato un aumento di diagnosi tardive del 23%) spiccano la Provincia di Bolzano (con un aumento del 19%) e la Provincia di Trento (aumento del 15%), a dimostrazione che il tema non è marginale nemmeno nel nostro territorio.
In questo contesto si colloca il lavoro dell’Associazione Lila Trento (Lega italiana per la lotta contro l’Aids), fondata nel 1989 e con sede operativa nel capoluogo dal 1995. Grazie all’impegno quotidiano dei volontari e dei soci, l’Associazione ha progressivamente ampliato le proprie attività, coprendo diversi ambiti: dall’assistenza e supporto delle persone sieropositive alla formazione di operatori sociosanitari, dalla tutela dei diritti alla lotta contro lo stigma e ogni forma di discriminazione, dalla corretta informazione a interventi mirati di prevenzione, gestendo per 16 anni un’unità di strada dedicata a prostituzione e tratta. Tra le attività attualmente svolte ci sono il centralino di informazione e supporto a livello nazionale (Helpline) attivo negli orari di apertura, lo sportello virtuale per sostegno e orientamento delle persone con Hiv, interventi informativi nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, offerta gratuita di test di screening Hiv e altre malattie sessualmente trasmissibili presso la sede associativa e con iniziative di proposta attiva outdoor.
Infatti, la prevenzione resta l’elemento centrale per proteggere la salute sessuale e ridurre il rischio di trasmissione: passa attraverso educazione, informazione e promozione di comportamenti consapevoli. Per farlo efficacemente, servirebbero maggiori risorse, perché il lavoro dei volontari di Lila è cruciale per il mantenimento della salute delle persone e l’accesso all’eventuale necessità di cura. Come sottolinea la presidente di Lila del Trentino OdV, Annamaria Covi, “la prevenzione è un terreno su cui è ancora necessario investire costantemente: sensibilizzare, informare e rendere accessibili i test resta la chiave per ridurre le diagnosi tardive e garantire a tutti pari opportunità di cura”.
Al tempo stesso, il test Hiv rimane lo strumento più efficace per individuare tempestivamente nuove infezioni e ridurre i ritardi diagnostici. Dal 17 al 24 novembre 2025, in occasione della European testing week, Lla parteciperà alla campagna europea con iniziative di informazione sul territorio, offrendo momenti di sensibilizzazione e test per la cittadinanza.


















