Dalla maxi rissa a pochi passa dal Duomo ai furti e poi lo spray al peperoncino usato nel locale: chiuso per 15 giorni il centro scommesse del centro
Il questore ha disposto la chiusura del locale di via Maffei dopo i fatti di qualche sera fa e alla luce del fatto che il locale è risultato essere al centro di diversi problemi all'ordine pubblico

TRENTO. E' stato al centro della maxi rissa avvenuta qualche sera fa a Trento. Un vero e proprio Far West, a due passi da piazza Duomo, fatto di calci, pugni, spintoni e pestaggi di gruppo ai danni di chi restava isolato. Con uno dei protagonisti che sbatte la testa a terra e resta esanime sull'asfalto sino all'arrivo dei soccorsi.
E non era la prima volta che avventori del locale in questione finissero per creare danni e molestie alla quiete pubblica. Nella serata di ieri il personale della polizia e dei carabinieri, unitamente a quello della polizia locale, ha notificato il provvedimento con il quale il Questore di Trento ha disposto la chiusura della sala scommesse di via Maffei, nel centro cittadino, per 15 giorni.
Il provvedimento è stato emesso a seguito dell’attività istruttoria svolta dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, che ha raccolto le risultanze dei controlli e degli interventi delle Volanti della Questura e del N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri di Trento, nonché della Squadra sicurezza urbana del corpo di Polizia Locale Trento Monte Bondone.
È emerso, infatti, anche a seguito dei numerosi servizi di controllo straordinario del territorio disposti dalla Questura di Trento, come il locale in questione sia stato luogo, nel corso dei mesi, di molteplici episodi di violenza – si va dalle aggressioni ai furti, sino ad arrivare alle risse, in talune occasioni anche adoperando spray al peperoncino all’interno del locale – nonché abbia rappresentato un ritrovo abituale di persone pregiudicate.
Inoltre, a motivare il provvedimento, anche l’impiego di personale “addetto alla sicurezza” non in possesso del patentino previsto dalla legge. Il personale addetto alla sicurezza, infatti, deve essere incensurato ed è tenuto alla frequenza di uno specifico corso al termine del quale la Questura rilascia il patentino che abilita alla professione. Diversamente si consentirebbe a chiunque, anche a pregiudicati, di sostituirsi nelle prerogative di pubblica sicurezza.
Alla luce delle risultanze documentate e degli elementi raccolti, il Questore di Trento, a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, ha emesso il provvedimento di sospensione della licenza per 15 giorni, ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S.














