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| 22 nov 2025 | 13:37

Fino a 120 centimetri di neve nel Cuneese (e cime imbiancate non solo sulle Alpi): “Primo episodio invernale della stagione in Europa (ma queste situazioni sono sempre più rare)”

L'analisi degli esperti della Società meteorologica italiana: “Ricordiamo che periodi freddi e/o nevosi si possono verificare, di quando in quando, anche in un contesto di generale riscaldamento atmosferico come quello attuale. Anzi, queste situazioni, abituali a fine novembre fino a qualche decennio fa, stanno diventando vieppiù rare, contrariamente alle fasi eccessivamente calde, nettamente dominanti”

Foto Società meteorologica italiana. Immagine webcam del centro di Limone Piemonte (1009 m, Cuneo), il 22 novembre
Foto Società meteorologica italiana. Immagine webcam del centro di Limone Piemonte (1009 m, Cuneo), il 22 novembre

TRENTO. Prime nevicate fino a bassa quota – straordinariamente intense, tra l'altro, sulle montagne cuneesi – e temperature in calo – con minime attese, anche in Trentino, ben al di sotto dello zero domani. Sull'Europa, dice la Società meteorologica italiana nell'analizzare la fase attuale, è in pieno svolgimento il primo e considerevole episodio invernale della stagione. Una situazione sempre più rara, dicono gli esperti, e in netto contrasto con il caldo straordinario che, all'opposto, solo una settimana fa regnava in molti Paesi (Francia in particolare). Ma procediamo con ordine.

 

“Negli ultimi giorni – scrive la Smi – un'ampia saccatura in quota si è protesa dalla penisola scandinava verso Sud, e sul suo lato occidentale masse d'aria fredda hanno raggiunto il Mediterraneo centro-occidentale, richiamate da minimi depressionari in superficie in sviluppo proprio sull'Italia. Tra giovedì e ieri, al Nord, le prime spruzzate di neve hanno raggiunto qua e là le colline e localmente la Valpadana (imbiancate ad esempio la città di Bergamo e l'alta Brianza ieri mattina), mentre sulle zone costiere si sono innescati anche svariati fenomeni convettivi (temporali, trombe marine) dovuti all'instabilità atmosferica connessa al fortissimo gradiente di temperatura tra le quote medio-alte della troposfera (sopra l'Italia, tra -30 e -33 gradi centigradi alla superficie di 500 hPa, attorno a 5400 metri) e la superficie del mare ancora calda (in questo momento il Mediterraneo è circa 1,5 gradi centigradi più tiepido del consueto, con valori per lo più tra 19 e 22 gradi centigradi intorno alla nostra penisola)”.

 

Il nucleo freddo principale, continuano, associato al passaggio dell'asse di saccatura in quota, è transitato stanotte dalla Valle del Rodano verso la Sardegna e il Tirreno: “E lo sbarramento orografico delle correnti fredde e umide in rotazione da est/nord-est intorno alla depressione sull'Italia ha determinato copiose nevicate sopra i 300 metri circa sul lato padano-adriatico dei crinali che vanno dalle Alpi Marittime all'Appennino settentrionale, dunque dal Cuneese all'Emilia Romagna e alle Marche. Che al settentrione la neve sfiori le pianure nella terza decade di novembre è del tutto ordinario, tuttavia appare decisamente fuori dal comune l'intensità della nevicata soprattutto sui rilievi alle spalle di Cuneo: secondo la rete di misura Arpa Piemonte in 24 ore si sono depositati fino a ben 90-120 cm di neve fresca a quote di 1500-2000 m tra le valli Gesso e Vermenagna, valori tra i più elevati in un giorno di novembre anche in serie di dati che risalgono a mezzo secolo fa (come alla diga del Chiotas, 2020 m); si tratta, almeno per ora, dell'unico elemento straordinario dell'episodio in corso in Italia”.

 

Pure i monti della Sardegna, isola direttamente investita dai venti freddi in rotazione da ovest a nord-ovest, si sono imbiancati sopra i 500 metri: “Con spessori – scrive la Società meteorologica italiana – di 10-20 centimetri (di recente, abbondanti nevicate con estesi black-out elettrici e isolamento di località montane si erano verificate anche a fine novembre 2021). Per dare un'idea delle caratteristiche della massa d'aria sopraggiunta, ieri, 21 novembre, la temperatura minima è scesa a -30 gradi centigradi ai 4560 metri della Capanna Regina Margherita, sul Monte Rosa (rete Arpa Piemonte): un valore certamente notevole, ma lassù la soglia dei -30 gradi in novembre è stata raggiunta e perfino oltrepassata quasi un anno su due, dall'inizio delle misure automatizzate nel 2002”.

 

Tra alti e bassi comunque, le temperature si manterranno sotto media fino alla fine del mese, e nelle notti serene le temperature minime potranno scendere intorno ai -5 gradi centigradi nelle zone extraurbane più fredde delle pianure e dei fondovalle del centro-nord.

 

“Un bilancio complessivo di questo episodio freddo – dicono gli esperti – sarà possibile solo a evento terminato, ma in generale ricordiamo che periodi freddi e/o nevosi si possono verificare, di quando in quando, anche in un contesto di generale riscaldamento atmosferico come quello attuale. Anzi, queste situazioni, abituali a fine novembre fino a qualche decennio fa, stanno diventando vieppiù rare, contrariamente alle fasi eccessivamente calde, nettamente dominanti”.

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