Formaggio a latte crudo contaminato, bimbo in condizioni critiche. Bassetti: ''La SUE si manifesta dopo una diarrea, spesso emorragica. Evitare il consumo nei bambini''
Dopo l'ennesimo caso di bimbo finito in ospedale perché ha mangiato un prodotto da latte crudo appare sempre più urgente l'obbligo di inserire in etichetta (e nei menù dei ristoranti) se il formaggio proposto è ''a latte crudo'' o meno. Orientarsi, infatti, per le famiglie è davvero complicato e i rischi esistono come spiega (da tempo) il direttore di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova

BELLUNO. Qualche mese fa era intervenuto il virologo Roberto Burioni intervistato dall'Altramontagna (QUI ARTICOLO) dopo che era stato audito alla Commissione Affari Sociali della Camera sulla valutazione di proposte di legge “in materia di etichettatura dei prodotti caseari a base di latte crudo”. Oggi all'indomani dell'ennesimo caso di bimbo finito in ospedale in condizioni critiche dopo aver consumato del formaggio a latte crudo ed aver sviluppato la Sindrome emolitico-uremica torna sull'argomento anche il direttore di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e divulgatore medico-scientifico Matteo Bassetti che sul tema ha sempre espresso un'opinione chiarissima. ''Nei bambini - spiega - il consumo di latte crudo e dei prodotti che ne derivano è fortemente sconsigliato. Se non sottoposto a bollitura il rischio di infezione da parte di alcuni batteri è molto elevato e le conseguenze sono davvero molto gravi''.
''L’ingestione di un formaggio fatto con latte crudo, contaminato dal batterio Escherichia coli, ha causato una grave intossicazione in un bimbo di 1 anno che ora è ricoverato nella Pediatria dell’ospedale di Padova - ricostruisce Bassetti (QUI LA NOTIZIA) - I medici hanno accertato che ha sviluppato una Sindrome emolitico-uremica (Seu), una rara malattia ritenuta la causa più importante di insufficienza renale acuta nei bambini. La Seu Shigatossina-associata è la forma più comune e si manifesta dopo una diarrea, spesso emorragica, causata dall’infezione da specifici batteri, in particolare Escherichia coli che producono la shiga-tossina. La Seu che è la principale causa di insufficienza renale acuta nell’infanzia, può portare a gravi complicazioni, inclusi problemi neurologici e cardiaci, e può portare anche alla morte''.
Situazioni drammatiche che, purtroppo, si verificano comunque troppo spesso: nel Bellunese è il terzo caso in pochi mesi ma anche in Trentino si sono verificati casi anche molto gravi. E anche dal Trentino è cominciata la ''battaglia'' perché si arrivi a una legge che obblighi i produttori di formaggio a latte crudo a scriverlo sulle confezioni e i ristoranti che le usano a inserirlo magari nelle indicazioni degli allergeni. Perché si fa presto a dire ''beh ma non dovevate dare a un bimbo un formaggio a latte crudo'' ma è molto più complicato sapere con certezza come è stato prodotto quel formaggio (dalla ricottina che viene aggiunta alla minestrina del bimbo al prodotto caseario a pasta dura) visto che ci sono varianti fatte con latte pastorizzato o a latte crudo, altre che vengono sottoposte a stagionatura con la conseguenza di ''abbattere'' i batteri.
Fondamentale per le famiglie è sapersi orientare nel ginepraio di modalità di produzione magari di formaggi anche dello stesso tipo e tra i promotori del processo che sta portando a una legge c'è stato il papà di un bambino trentino, Mattia, che dal 2017, da quando aveva 4 anni, si trova in stato vegetativo dopo aver consumato un formaggio lavorato a latte crudo. ''Per il momento l’eradicazione della malattia è affidata alla prevenzione dell’infezione - conclude Bassetti - che, essendo trasmessa per via alimentare, richiede attenzione nell’assunzione di solo latte e latticini pastorizzati. Sono ormai parecchi mesi che metto in guardia dai rischi per i bambini del consumo di latte crudo e dei suoi derivati - la scorsa settimana Bassetti sui suoi social si era occupato del caso in Francia, dove i formaggi sono praticamente tutti a latte crudo, contaminati da listeria con 50 prodotti caseari ritirati, 21 persone ricoverate e 2 morte -. Nei bambini il consumo di latte crudo e dei prodotti che ne derivano è fortemente sconsigliato. Se non sottoposto a bollitura il rischio di infezione da parte di alcuni batteri è molto elevato e le conseguenze sono davvero molto gravi''.












