Foto oscene inviate a una giovane con disabilità mentale: si scava nella vita del dipendente provinciale per comprendere se vi siano altre vittime
All'uomo è stato applicato il braccialetto elettronico. E' accusato di aver approfittato della ragazza, arrivando anche a minacciarla

BOLZANO. La giovane disabile potrebbe non essere l'unica vittima, e ora le indagini della Procura proseguono. Emergono ulteriori dettagli intorno alla vicenda del dipendente provinciale altoatesino cinquantenne che avrebbe inviato foto oscene a una ragazza affetta da un'invalidità mentale permanente.
Attivo all'interno di un'associazione che aiuta persone con disabilità, l'uomo era riuscito a carpire la fiducia di una famiglia altoatesina, instaurando quello che sembrava essere un rapporto molto stretto con la giovane, diventando di fatto un amico fidato.
Alla fine della scorsa estate però, la mamma della ragazza, sua amministratrice di sostegno, aveva iniziato ad avere qualche sospetto. Sul telefono della figlia aveva trovato una lunga serie di chiamate e video chiamate poco chiare da parte di questo “amico”. Insospettita ha dunque iniziato a tenere sotto controllo il telefono, fino a quando non sono arrivate delle fotografie che hanno, purtroppo, confermato i sospetti della donna. La figlia riceveva infatti delle immagini ad esplicito contenuto sessuale, che venivano inviate dall'uomo con la modalità “una visualizzazione” e che quindi si cancellano subito dopo essere state visualizzate.
Prove alla mano, la mamma della ragazza si è recata in Questura per fare denuncia e da lì sono scattate le indagini, nonché l'iter previsto dal codice rosso anti-violenza. L'impiegato provinciale è stato ascoltato dagli inquirenti. Ne è emerso un quadro inquietane: approfittando della fiducia della famiglia l'uomo inviava i contenuti ricattando poi la ragazza. La invitava “caldamente” a non parlare, con i suoi genitori di quanto stesse accadendo, minacciandola di interrompere la loro amicizia se ciò fosse accaduto.
Ora gli inquirenti indagano e non si esclude che la giovane ragazza possa essere solo una delle vittime dell'uomo. Il soggetto è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima entro un raggio di 500 metri e, per garantire il rispetto della misura cautelare, gli è stato applicato il braccialetto elettronico.














