Funivie Marmolada ritira la querela contro Carlo Budel. “Una lezione di civiltà: il risarcimento che ha offerto andrà in beneficenza"
Carlo Budel si scusa con la società Marmolada Srl, che ritira la denuncia presentata dal legale rappresentante Valentino Vascellari "dopo alcune gravi affermazioni diffamatorie pubblicate sui social network". L'ex gestore di Capanna Punta Penia offre un risarcimento simbolico che, per espressa volontà della società, sarà interamente devoluto in beneficenza

ROCCA PIETORE. Carlo Budel si scusa con la società Marmolada Srl, che ritira la denuncia presentata dal legale rappresentante Valentino Vascellari. E offre un risarcimento simbolico che, per espressa volontà della società, sarà interamente devoluto in beneficenza.
La società, che gestisce gli impianti di risalita della Marmolada, ha infatti comunicato che il procedimento penale, avviato con la querela presentata da Vascellari "dopo alcune gravi affermazioni diffamatorie pubblicate sui social network da Budel", si è concluso in via stragiudiziale con le scuse presentate dall’ex gestore di Capanna Punta Penia.
È stato lo stesso Budel a riconoscere l'infondatezza di quanto aveva diffuso. Tramite una lettera autografa, infatti, ha espressamente ammesso di avere ingiustamente offeso il dottor Vascellari.
Nel riconoscere pubblicamente di aver agito senza alcun fondamento e nel presentare scuse pubbliche complete e incondizionate alla società e a Vascellari, Budel ha contestualmente chiesto di ritirare la denuncia/querela nei suoi confronti.
E, soprattutto, ha proposto un risarcimento in segno di riparazione morale per il danno arrecato. "A fronte di questo gesto e dello spontaneo riconoscimento della responsabilità per le offese arrecategli - afferma la società - il dott. Vascellari ha accolto la richiesta e ha deciso di chiudere il procedimento penale. Una scelta che riflette i valori che da sempre guidano la nostra famiglia imprenditoriale: il rispetto per la montagna, l'attenzione al territorio e la responsabilità sociale verso la comunità delle Dolomiti".
Definisce inoltre la vicenda "una lezione di civiltà", che dimostra come "il confronto civile e la correttezza prevalgano sempre sull'aggressività ingiustificata".












