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Belluno
19 giugno | 13:27

"Hanno bussato alle nostre porte dicendoci di fare i bagagli", dopo la frana i residenti si preparano ad abbandonare le proprie case: "Difficile trattenere le lacrime"

Dopo la tremenda frana che ha colpito il paese di Cancia, alcuni abitanti si preparano a lasciare le proprie case. Il racconto: "Alcuni dei miei vicini i bagagli se li erano già fatti. Io per scaramanzia non avevo preparato nulla: ho solo pensato al mio cane, Briciola, che ovviamente verrà con me. Staremo lontani dalle nostre case per 3 settimane, una delle cose peggiori che potessero capitarci: è davvero triste"

BELLUNO. "Ci stiamo preparando a lasciare le nostre case. Il pianto ha aiutato a scaricare un po' di tensione e paura, ma il dispiacere per quanto è stato resta". Non è semplice raccontare a parole un vissuto tanto incredibile. A provare a farlo, intervistata da Il Dolomiti, è la giornalista Nives Milani, che spiega gli esiti della tremenda frana abbattutasi negli scorsi giorni sull'abitato di Cancia nel comune di Borca di Cadore. 

 

"Era una bellissima domenica di sole - esordisce ricordando l'accaduto -. Stava andando tutto per il meglio. L'unica cosa che aveva richiamato la mia attenzione, ma che mai mi avrebbe fatto pensare ad un esito del genere, è stato il comportamento stranissimo del mio cane, Briciola, che aveva trascorso tutto il giorno in giardino, sotto un sole cocente, a scavare buche, senza mai volere entrare in casa". 

 

Nel cuore della notte, attorno alle 23, una spaventosa colata di detriti aveva poi raggiunto il paese, svegliando i residenti e lasciando tutti increduli: "Diverse famiglie erano rimaste intrappolate in casa, me compresa. I detriti avevano bloccato le porte e sul posto erano accorsi i vigili del fuoco, che avevano liberato le persone dalle abitazioni".

 

Ore di paura, quelle vissute quella notte, che difficilmente verranno dimenticate: "Non avevo mai visto nulla del genere in vita mia - prosegue Milani -. In appena 30 minuti sono caduti oltre 50 millimetri d’acqua, spinti da un vento furioso. Alcuni hanno pensato ad un'altra tempesta Vaia. La colata si è incanalata lungo via Antelao che ha case sia a destra che a sinistra e sono state tutte colpite".

 

Una velocità pazzesca che ha travolto parte del paese e la statale 51, riaperta dopo giorni di pulizie e messa in sicurezza. La massa, più detritica che acquosa, ha sfondato garage, abbattuto scale, trascinato sabbia, tronchi e sassi.

 

"Ho il garage sventrato, la scala sul retro è crollata: il mio giardino e i maestosi alberi che lo abitavano non esistono più - commenta la donna senza nascondere lo sconforto -. Ieri, 18 giugno, alle nostre porte (7 case in totale ndr) ha bussato il comandante dei vigili del fuoco, che ci ha avvisato che dovremo lasciare quanto prima le nostre abitazioni. Lo impone un'ordinanza del sindaco". 

 

In zona verranno infatti fatti brillare dei massi e ripuliti gli invasi e per i cittadini risulterebbe troppo pericoloso rimanere: "Alcuni dei miei vicini i bagagli se li erano già fatti. Io per scaramanzia non avevo preparato nulla - rivela la giornalista -. Stamattina prima di andare al lavoro ho messo insieme alcuni vestiti, il necessario per fare la doccia e i miei integratori. Poi ho preso con me la mia Briciola e siamo partite. Si parla di un'evacuazione che durerà tre settimane: vivremo a Cortina, dove ho trovato una sistemazione temporanea". 

 

"Insomma - conclude Milani - la vita continua ma continua in un'altra casa. Non è facile, soprattutto per chi ha una certa età. Stiamo vivendo una delle cose peggiori che potessero capitarci: è davvero triste. Il mio pensiero ora è solo per Briciola. Già traumatizzata dalla frana. Per le prossime settimane avremo un lasciapassare per tornare, al bisogno, nelle nostre case, ma potremo farlo solo quando ci sarà il sole, giusto per prendere qualcosa che ci siamo dimenticati. Nonostante tutto sono ottimista, perché convinta che le cose prima o poi si sistemeranno".

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