I boschi come centrali di spaccio e i residenti sperano di poter tornare ad avere orsi e lupi al posto di droga e malviventi
In Provincia di Sondrio molti boschi vicini ai paesi sono usati dagli spacciatori per dormire, vivere e vendere la droga agli acquirenti. Una settimana fa presi a sassate i volontari che erano andati sopra Colico a rimuovere i giacigli. Pochi giorni fa un arresto anche a Grosio e la strada per il Mortirolo finisce sotto i riflettori

SONDRIO. I boschi sopra i paesi della provincia di Sondrio in troppi casi sono luoghi di spaccio dove la malavita si stabilisce e realizza le sue 'piazze' di distribuzione della droga. Una settimana fa il caso nelle aree a scavalco tra la provincia di Sondrio e di Lecco con i volontari e il personale dei comuni di Colico e Piantedo che sono andati a ripulire le aree boschive e sono stati presi a sassate dagli spacciatori, come raccontato dal senatore della Lega Eugenio Zoffili: ''Abbiamo rinvenuto e smantellato numerosi bivacchi, portando via materassi, teli e altro materiale utilizzato per realizzare dei giacigli. Tra gli oggetti rinvenuti, anche un coltello e degli strumenti per confezionare dosi e consumare droga''. E ancora: ''Abbiamo assistito in diretta a diversi episodi di spaccio e a Dorio, vicino a Colico, siamo stati ripetutamente minacciati e presi a sassate con grosse pietre da spacciatori extracomunitari che erano nascosti nel bosco''.
Qualche giorno prima, il 9 ottobre, due cittadini di origine nordafricana, E.H. di 29 anni ed E.H. di 21, senza fissa dimora e irregolari sul territorio nazionale, erano stati arrestati a Cosio Valtellino per detenzione ai fini di spaccio di cocaina ed eroina. E a Piantedo il blitz era avvenuto a fine agosto.
Pochi giorni fa un arresto per droga è avvenuto anche a Grosio. Un uomo di 53 anni è stato arrestato perché produceva in casa grandi quantitativi di marijuna. E sui giornali della zona già si parla di un nuovo ''caso'' tra i boschi del Mortirolo che starebbero diventando terreno fertile per nuove centrali di spaccio. Gli abitanti della zona, racconta la Provincia Unica, sperano che i loro boschi tornino rapidamente ad essere popolati ''da orsi e lupi piuttosto che da spacciatori e malviventi''. Le modalità di azione sono identiche in tutti i boschi presi in considerazione.
Queste persone si spostano da un bivacco all'altro, dormono in giacigli di fortuna, appoggiandosi magari a vecchi cascine diroccate, sotto tende di plastica, su materassi e coperte che vengono spostate a seconda delle necessità. Con loro la droga di cui si riforniscono, evidentemente, con reti di spaccio articolate e strutturate e che poi vendono ai clienti che il più delle volte arrivano direttamente nei boschi, raggiungono specifici spiazzi con l'auto per compiere l'acquisto senza nemmeno scendere dall'auto. Innumerevoli i blitz delle forze dell'ordine avvenuti nel tempo. Ma il fenomeno si ripete ciclicamente secondo dei meccanismi ormai ben rodati.












