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Bolzano
17 febbraio | 17:24

“Così lo spaccio ha il suo salotto privato”: la rassegnazione dei negozianti, tra droga venduta ai ragazzini e furti quasi quotidiani

Le recinzioni installate per evitare i raduni dei malviventi non hanno risolto i numerosi problemi della zona, come raccontano gli esercenti: ''L'unica utilità è non far passare le macchine delle forze dell'ordine e permettere ai delinquenti di darsela a gambe''

BOLZANO. La situazione è migliorata? Un pochino. Forse pochissimo. L'aspetto positivo è che da qualche tempo le forze dell'ordine sono spesso presenti in zona. Non con un presidio fisso, ma con ronde mirate. “Passano anche quattro volte al giorno – ci raccontano – ma chi spaccia e delinque li vede arrivare, scappa e poi torna nello stesso identico posto. Anche se viene fermato, viene liberato entro un paio di giorni e torna sempre lì”. Quello ''stesso e identico posto'' di cui parlano gli esercenti del centro è una zona nota a Bolzano: il quadrato di cemento che si trova tra piazza Verdi, parco dei Capuccini e via Isarco, la Camera di Commercio e via Alto Adige.

 

Un passaggio all'interno del quale vi sono spazi che permettono ogni tipo di attività illecita. E dove, in effetti, si vede ogni tipo di attività illecita. Soprattutto spaccio di cocaina e hashish, ma anche di eroina e pastiglie, con gruppi e gruppi di malintenzionati che lì si riuniscono e che da li “partono” per andare a rubare nei negozi, a scippare turisti e residenti, o anche “solo” a disturbare i passanti. Lì infatti spesso si ubriacano, diventando molesti e aggressivi.

 

A raccontarci quello che va in scena quasi ogni giorno, sono gli esercenti della zona. Che non vogliono essere nominati e riconosciuti, ma che di cose da raccontare ne hanno molte. E non perché le ipotizzano o le percepiscono, ma perché le vedono. A maggio, proprio per delimitare “il quadrato” sono state installate delle barriere di compensato, in attesa di lavori di riqualificazione definitivi che vedranno la realizzazione di un parco (?) e di cancelli fissi. Praticamente una barriera di compensato va a chiudere ogni accesso alla zona. Salvo quelle che hanno le porte per permettere il passaggio.

 

“Si beh, non servono a nulla – dice quasi ridendo un commerciante – le porte sono aperte sempre, non vengono sigillate. E anche se venissero sigillate, ci vorrebbe un attimo a scavalcarle. Per ora l'unica utilità delle barriere di compensato è quella di non fare passare le auto delle forze dell'ordine e quindi dare il tempo ai malviventi di scappare”.

 

“Nel mio negozio – ci racconta – avremmo subito in totale almeno una decina di furti, più o meno importanti. Poi ogni giorno affrontiamo ubriachi che vogliono dormire davanti alle nostre vetrine, che importunano i clienti, che litigano con i passanti che non gli regalano sigarette. Non è un bel vedere”.

 

“Poi le forze dell'ordine arrivano – ci racconta un altro esercente della zona – qualcuno lo riescono anche a fermare, ma tanto il giorno dopo se lo trovano davanti di nuovo. Sono abbastanza frustrati anche loro: sanno benissimo, come sappiamo tutti noi, che queste persone non hanno paura di niente, non hanno niente da perdere e sanno perfettamente che non gli accadrà nulla. Al massimo qualche ora in cella e poi tornano liberi e felici come prima. Così non ha molto senso. Anche se, bisogna dirlo, la situazione è un po' meno tragica dello scorso anno”.

 

“Mah insomma – interviene un altro commerciante – a me sembra che installando quelle barriere gli abbiano creato un “salotto privato” per spacciare. Non so se ha molto senso”. E qui si scatena il dibattito, perché tutti vivono la stessa situazione e tutti sono arrabbiati. Chi di più e chi di meno. Ma a dettare il livello della rabbia, spesso, è la semplice rassegnazione. Chi ha subito cinque furti in un mese, chi non ha subito furti ma “solo” tentati furti, con distruzione delle vetrine e annessi danni da migliaia di euro. Chi ogni giorno deve cacciare malintenzionati che nascondono la droga nelle piante, sotto le panchine, negli anfratti. Chi si ha visto scippi e rapine anche ai danni di anziani. Insomma, c'è di tutto. 

 

“Il problema maggiore è la droga secondo me – ci raccontano – ogni giorno vediamo ragazzini, anche giovanissimi, che vanno nel “quadrato dello spaccio”. Adesso che ci sono le “barriere” si notano ancora di più: varcano la porta aperta e poi escono dalla stessa porta dopo aver parlato con gli spacciatori. Parliamo di ragazzi di 16 ma anche di 12/13 anni”. “Vanno a prendere la droga lì – dicono indicando la poco distante “barriera” in compensato – e poi si spostano di là, nel nuovo parco e nella nuova zona pedonale. Di fronte al Walthepark, insomma”.

 

E si. Perché poi c'è il WaltherPark.

 

Alla domanda: “E con il centro commerciale accanto come va?” c'è chi ride. “Bisogna essere oggettivi – ci dicono – ovviamente il commercio è migliorato, la zona è diventata esteticamente più bella e un po' più sicura. Ma la situazione furti è tragica. L'ultima che abbiamo sentito è un furto da migliaia di euro di merce”. E come è possibile, ci si chiede. “Eh, se i magazzini non vengono controllati non è difficile rubare”, ci rispondono. Ed ecco che si apre l'altro fronte di discussione: i piani interrati del centro commerciale e del parcheggio.

 

Non solo senzatetto che passano lì le loro nottate, ma anche giovani e meno giovani che riescono ad accedere ai magazzini e che si portano a casa merce di ogni tipo. I proprietari dei negozi si arrabbiano, i dipendenti non possono fare nulla. “Ma anche se potessero fare qualcosa – dice un altro commerciante – secondo lei la farebbero? Secondo lei un dipendente che prende poco più di mille euro al mese rischierebbe di prendersi un pugno per fermare un ladro?”.

 

Ed in effetti. Ci raccontano di furti per 150mila euro in poche settimane, di una delinquenza che alla fine si è spostata ma contro la quale non si può fare nulla. “Le garantiamo che non sono percezioni – ci tengono a sottolineare – non siamo a Milano, questo è ovvio. Non parliamo di sparatorie e accoltellamenti quotidiani, ma di situazioni di pericolo. Non per nulla la zona dopo una certa ora si svuota completamente”.

 

Cosa cambierà, allora quando verranno installate le nuove barriere fisse? L'attuale rassegnazione viene sostituita da un po' di ottimismo, visto che le soluzioni sono previste? "Le dico io cosa cambierà - conclude un commerciante del gruppo - che invece che in compensato, saranno in metallo. Basta". 

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